© ANSA

Cinà incredulo dopo la vittoria a Parigi: “Tre ore di lotta, ora al Roland Garros sogno…” 

Ha battuto Galarneau e approda  per la prima volta nel main draw: "Sulla terra sto migliorando"
Scegli Corriere dello Sport come fonte preferita su Google
Alessandro  Nizegorodcew
Alessandro Nizegorodcew

4 min

Pubblicato il 22.05.2026, 09:42

PARIGI- Il primo Slam non si scorda mai. Federico Cinà, 19 anni da Palermo, ha superato le qualificazioni del Roland Garros e, per la prima volta, disputerà un Major nel tabellone principale. «Non mi rendo ancora conto di cosa sia accaduto - ha raccontato -, sono veramente felice. Adesso sogno il Centrale di Parigi». Cinà ha sconfitto al turno decisivo il canadese Alexis Galarneau 5-7 6-2 7-5 in due ore e trentacinque minuti, conquistando gli ultimi tre game del match. Oggi Cinà, al termine del tabellone cadetto, scoprirà il proprio avversario nel main draw.

Cosa ha pensato andando a servire per il match e per la qualificazione a Parigi?

«Onestamente i pensieri nella mia testa erano tanti, ma ogni volta cercavo di concentrarmi sul singolo punto, a come giocarlo e a prendermi tempo tra un “15” e l’altro. Sono riuscito nel mio intento mettendo in campo tre prime di servizio consecutive. Avevo perso tanti game da situazione di vantaggio e sono felice di come ho gestito quel momento».

Ha giocato un classico match da ultimo turno di qualificazioni in uno Slam: tanto pubblico, caldo notevole, capovolgimenti di fronte, pathos.

«E pensare che fino a ieri a Parigi c’erano stati vento e freddo. Invece contro Galarneau faceva caldissimo. Quasi tre ore di lotta, una partita bellissima che sicuramente ricorderò per sempre».

 

Guarda la gallery

 

Una vera e propria battaglia sportiva.

«Vincere in questo modo, dopo un match così combattuto, è ancora più bello. Non avevo mai superato le qualificazioni di uno Slam e non mi aspettavo sarebbe accaduto per la prima volta al Roland Garros».

Come mai?

«Probabilmente mi sarei aspettato di ottenere una qualificazione in Australia o a New York, perché sulle superfici veloci mi trovo meglio. Qui al Roland Garros, però, ho trovato un’ottima confidenza con i campi e le condizioni di gioco. Pian piano sto migliorando anche sulla terra».

Nel suo angolo erano presenti papà (e coach) Francesco, il secondo allenatore Francesco Cardinale, il preparatore Eric Hernandez e il tecnico FITP Umberto Rianna.

«La loro presenza è per me fondamentale, mi hanno dato una spinta in più nei momenti difficili. Io mi rammaricavo e loro mi riportavano al campo, al presente. Se perdo un po’ la via, loro mi riportano sulla strada giusta. Sono felice di averli tutti qua, anche Umberto contro Galarneau è stato molto importante».

Come si sta evolvendo il rapporto con suo padre?

«Abbiamo un rapporto bellissimo fuori dal campo. Dentro il campo ogni tanto può esserci qualche momento di tensione, ma so che lui agisce sempre per il mio bene; so che desidera aiutarmi e sento di doverlo ringraziare tanto. Sono contento di aver raggiungo questo risultato con papà qui presente».

In quale campo del Roland Garros le piacerebbe giocare?

«Il sogno di tutti è quello di calcare i campi centrali degli Slam, quindi non posso che rispondere Philippe Chatrier. Non credo di esserci mai entrato se non, forse, da piccolissimo. Giocare sul Centrale di Parigi sarebbe incredibile, anche perché vorrebbe dire affrontare un avversario molto forte».