Roland Garros, Mouratoglou non crede nel boicottaggio: “Non avrebbe senso per Sinner”
Uno dei temi più caldi alla vigilia del Roland Garros è stato quello del possibile boicottaggio. L’ipotesi era stata avanzata a Roma, dove i giocatori avevano aperto alla possibilità qualora fosse servito a ottenere una redistribuzione più equa dei ricavi dei quattro Slam. In particolare, la richiesta entro il 2030 è del 22%, come garantito attualmente dai tornei ATP e WTA. Alla fine quella che si è concretizzata a Parigi è stata una sorta di prova di boicottaggio con i tennisti che hanno limitato a 15 minuti le proprie conferenze stampa e deciso di non concedere interviste alle televisioni. In merito al tema si è espresso anche il coach Patrick Mouratoglou, che in un video postato sui social ha condiviso il suo scetticismo in merito al possibile boicottaggio.
Le parole di Mouratoglou
"Non credo nel boicottaggio quest’anno. È una cosa nuova quest'unione dei top players per mettere pressione su un evento o uno degli enti che governa il tennis. Da un lato c’è la PTPA, che è l’associazione dei giocatori; dall’altro c’è questo nuovo gruppo che accomuna i migliori e ovviamente ha molto più potere. Se i tennisti decidono di non giocare il Roland Garros, il torneo dovrà prendere delle decisioni, ma è ancora recente. Per alcuni giocatori Parigi è l’obiettivo più importante dell’intera stagione. Per un tennista come Sinner c’è così tanto in palio e non manderà tutto all'aria per una redistribuzione migliore degli introiti. Non avrebbe senso per lui. L’unico modo per avere il potere è essere tutti sulla stessa lunghezza d’onda, ma non penso sia il caso. Così come non penso che i giocatori boicotteranno - e neanche minacceranno di fare - il Roland Garros quest’anno".