Wimbledon, Arnaldi: "Dopo Parigi ho preso fiducia. Quando cambio superficie il piede mi dà ancora un po' fastidio"
Dopo essersi messo alle spalle il virus che lo ha costretto a ritirarsi dalla semifinale del Roland Garros contro Flavio Cobolli, Matteo Arnaldi è pronto all'esordio a Wimbledon. "Ora sto bene - le parole del sanremese in conferenza stampa -. A Parigi è stato non so esattamente cosa: sicuramente un virus o qualcosa del genere, ma è durato due o tre giorni. Poi, piano piano, ho ricominciato ad allenarmi e siamo andati sull'erba, perché so che quando cambio superficie il piede mi dà ancora un po' fastidio. Io e il mio team sappiamo come gestirlo e per questo motivo abbiamo giocato Eastbourne e siamo arrivati qui abbastanza presto, per passare più tempo sull'erba e adattarci. Dopo Parigi ho grande fiducia, qui però non ho mai vinto una partita; quindi, l'obiettivo principale sarà vincere un match in un posto dove sono sempre stato sfortunato".
Arnaldi pronto a dare il 100%
Da testa di serie numero 32 del tabellone, Arnaldi farà il suo esordio al primo turno dei Championships contro Quentin Halys. "La cosa principale è che ho ricominciato ad allenarmi con continuità - ha spiegato Matteo, tornato ad alti livelli dopo un brutto infortunio al piede -. Dopo Madrid ho cambiato il mio team e da lì, abbiamo iniziato ad allenarci in un modo diverso. Abbiamo capito che, facendo certe cose, arrivando un po' prima ai tornei, potevo allenarmi senza troppi problemi e stare di più in campo: quella è stata la prima cosa. Cagliari è stata una sorpresa, perchè érrivavo da tre giorni di allenamento; avevo tanta voglia di giocare a tennis, era ciò che mi mancava, e credo che lì si sia visto da come ho vinto le partite, spesso sotto di un set. Non avevo dolore e questo mi ha dato la spinta. Ho sempre saputo di avere il livello per essere dove sono ora. Quando ho ritrovato fiducia e ho iniziato a sentirmi bene i risultati sono arrivati da soli. Il Roland Garros è stato un qualcosa in più rispetto a ciò che ci aspettavamo, ma l'ho fatto facendo quello che so fare: stando tanto in campo, giocando partite lunghe ed esprimendomi sempre al meglio. Ora voglio dare il 100% anche sull'erba".
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