Federer sugli infortuni di Sinner e Alcaraz: "La programmazione è fondamentale, ma anche io ho corso qualche rischio"

Il 20 volte campione Slam è tornato a New York, dove è stato protagonista di un allenamento sull'Arthur Ashe con Lorenzo Musetti
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Pubblicato il 25.08.2026, 11:30

Nella giornata inaugurale degli US Open, Roger Federer ha catalizzato l'attenzione a Flushing Meadows sostenendo una lunga conferenza stampa e un allenamento sull'Arthur Ashe con Lorenzo Musetti, in vista dell'esibizione in singolare contro Andy Roddick e in doppio con John McEnroe ed Andre Agassi. Ripensando ai suoi trionfi sul cemento newyorkese, lo svizzero ha ricordato la striscia di cinque successi consecutivi e la finale con Agassi: "Ripensandoci, credo sia semplicemente la serie di cinque vittorie consecutive. Il fatto di essere riuscito a metterle insieme è quasi surreale, perché ho sempre saputo quanto fosse difficile vincere qui. Probabilmente il mio preferito è la partita in generale contro Agassi qui. Non so. Sembrava semplicemente che sarebbe stata un’occasione speciale per lui e io ero il campione in carica".

Sugli infortuni di Sinner e Alcaraz

Lo svizzero ha poi parlato degli infortuni sempre più ricorrenti con un focus ai recenti problemi di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: "Ogni infortunio è diverso, no? Per alcuni è sfortuna. Altri magari derivano dal fatto che hai spinto un po’ troppo e poi ti è capitato qualcosa, oppure sono l’accumulo di tante cose. Non lo so. Non conosco la gravità della situazione né come sia successo tutto, ma ovviamente il momento peggiore in cui subire un infortunio è subito prima del Roland Garros, e poi finisci per saltare quello e Wimbledon. E ovviamente poi è una lotta anche per arrivare pronto allo US Open, lo abbiamo visto con Carlos. Ho sempre cercato di organizzare bene il calendario, assicurandomi di avere abbastanza pause, ma è più facile a dirsi che a farsi. Anch’io ho corso molti rischi, magari aggiungendo un paio di tornei in più rispetto a quelli che avrei dovuto giocare, ma in qualche modo sono riuscito ad arrivare in fondo. Quindi penso che sia importante anche stabilire delle priorità. Per qualcuno può essere lo swing americano qui, per gli australiani l’Australia. Ognuno ha momenti diversi dell’anno in cui vuole raggiungere il picco, perché chiaramente non puoi essere al massimo 20 volte all’anno".