Alcaraz, il messaggio a Sinner è chiarissimo: "Ancora non avete visto..."
La vittoria degli US Open rappresenta un punto di partenza e non un punto di arrivo per Carlos Alcaraz, che ha alzato l'asticella ancora più in alto e ambisce a fare sempre di più. Lo ha rivelato in un'intervista a El Partidazo COPE, svelando che il trionfo a New York non coincide con il suo picco: "La mia versione migliore non l'ho ancora raggiunta. Credo di poter raggiungere un livello superiore e di avere un tennis migliore da mostrare". Parole molto dirette che suonano come un avvertimento a tutti i suoi avversari. Nei sette match disputati a Flushing Meadows, soltanto Jannik Sinner è riuscito a strappare un set a questa versione di Carlos Alcaraz. Se effettivamente dovesse riuscire a migliorare ancora, per tutti gli altri sarebbe ancora più dura. A proposito di Sinner, lo spagnolo ha detto: "Non direi che è stato prevedibile. Semplicemente ci conosciamo sempre meglio perché ci siamo già sfidati tante volte. Conosco le sue qualità e cerco di adattarmi per affrontarlo al meglio".
Alcaraz parla della felicità
Il tennista spagnolo ha aggiunto che si farà un tatuaggio dato che, dopo la sua prima vittoria a New York, aveva impresso sulla pelle esclusivamente la data. Poi ha risposto a un paio di domande personali. Innanzitutto gli è stato chiesto cosa direbbe l'Alcaraz bambino a quello attuale: "La domanda che gli farei è se è felice e se si diverte come quando aveva 11 anni. Posso dire che la risposta è sì". Sempre a proposito della felicità, Carlitos ha spiegato: "Quando siamo bambini non abbiamo bisogno di molto per essere felici ed è questo che dobbiamo imparare. Non servono molte cose per esserlo. Io ho le stesse che avevo da piccolo, solo in scala più grande". Infine, il murciano ha parlatto del processo di maturazione che sta attraversando, senza però mai perde l'entusiasmo che lo contraddistingue: "Sto cercando di gestire tutto nel miglior modo possibile. Non è facile, ma quando le cose vanno bene fuori dal campo, poi spesso vanno bene anche dentro. Credo che il mio più grande progresso sia stato crescere fuori dal campo: mi sono reso conto di quanto sia importante curare ogni dettaglio per stare al meglio".
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