La certezza di Bertolucci: “Declino di Berrettini? Dai, se qualcuno pensava che…”

L'ex tennista italiano ha commentato la sconfitta di Matteo al rientro, predicando calma: "Era fermo praticamente da quattro mesi, ora ha bisogno di una sola cosa"
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Non è andato come sperato il ritorno in campo di Matteo Berrettini, che ha scelto l'ATP 250 di Hangzhou - sul cemento in Cina - per rientrare nel circuito dopo quasi tre mesi di stop. L'azzurro è stato sconfitto al primo turno dal ceco Dalibor Svrcina, numero 99 del mondo e ripescato in tabellone come lucky loser, con il punteggio di 6-3 6-3. Una prestazione che non può lasciare soddisfatto il ventinovenne romano, ma tutto sommato in linea con le aspettative. D'altronde non si poteva pretendere più di tanto da un giocatore reduce da una lunga pausa e visibilmente ancora non al 100% della forma. Ha detto la sua sul ko di Matteo anche Paolo Bertolucci, che in un'intervista all'Adnkronos ha predicato calma, allontanando le voci di un possibile ritiro: "Sappiamo che la situazione non è facile, ma Berrettini non ha 35 anni". Allo stesso tempo è stato anche molto realista: "Certo è che se fisicamente e mentalmente non è a posto, c'è il rischio che siamo nella fase discendente della carriera".

Bertolucci: "Ecco di cosa ha bisogno Berrettini"

"Berrettini ha giocato pochissimi match nel 2025 ed è fermo di fatto da quattro mesi. Chi pensava che al rientro potesse far vedere una buona qualità è un illuso. È normale che si faccia una fatica pazzesca. Ciò che conta è che abbia risolto i problemi fisici. Ma se non giocherà almeno una decina di partite è utopia pura pensare di vederlo esprimere un tennis di un certo livello" ha spiegato. L'ex tennista italiano ha poi insistito sull'importanza di giocare partite: "Per certi versi per Matteo sarebbe meglio giocare le qualificazioni, così da disputare più incontri. Entrando nel main draw, invece, rischia di giocarne uno solo a settimana. Detto questo, non va dimenticato che al rientro bisogna andarci con i piedi di piombo perché ingolfandosi di troppe partite c'è la paura di un nuovo infortunio. Solamente lui e il suo preparatore sanno cosa fare". Infine, sulla possibilità di ripartire dai tornei di livello più basso: "In tanti l'hanno fatto, ma magari lui ha paura che sia troppo giocare tre partite di qualificazioni e un altro paio in tabellone nell'arco di 4-5 giorni".


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