Berrettini e quel tatuaggio sul dolore, cosa c'è scritto e perché l'ha fatto: "Voglio ricordarmi sempre una cosa..."

Il tennista italiano ha parlato del suo rapporto con il dolore: "Se incanalato bene è un'ottima fonte di energia, altrimenti ti butta giù"
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Matteo Berrettini parla del dolore e di come ha imparato non solo a gestirlo, ma a trasformarlo in un'incredibile fonte di energia. “Da dove trova ogni volta la forza di ripartire? Da quell’entusiasmo - spiega a Sky Sport - che quando prendo la racchetta in mano c’è sempre e dal riconoscere quelle situazioni che solo chi fa questo sport al massimo livello può capire. Rientrare in campo e capire come funziona, quella cosa lì per fortuna ancora non è andata via e quindi ci metto meno a tornare a un livello abbastanza buono".

Berrettini e il tatuaggio

Ha un tatuaggio che dice "Un giorno questo dolore ti sarà utile", che è il titolo di un romanzo di Peter Cameron. E forse il giorno è arrivato visto che sta per partire il torneo Atp 500 di Vienna, e nel frattempo è arrivata la convocazione della Coppa Davis. “È difficile parlare di dolore quando succedono cose molto più gravi nel mondo. Il mio dolore per fortuna è sempre dovuto a infortuni o sconfitte, o mancanze avute per aver saltato dei tornei o delle cose che mi sono perso nella vita. Per fortuna non sono dolori così gravi, però mi sono accorto, e proprio per quello ho scelto quel tatuaggio, che quel tipo di sensazioni, di rabbia, di frustrazione e di dolore di dover saltare un torneo, o di essersi fatto male nel momento clou della stagione, sono stati tutti dei motori incredibili per tornare e riprendermi un po’ quello che mi era stato tolto, e quindi se incanalato nella giusta direzione secondo me il dolore è una grandissima fonte di energia. Va incanalato, sennò ti butta a terra e quello che cerco di ricordarmi con il tatuaggio è proprio quello: quando le cose un po’ meno belle succedono, bisogna reagire".


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