La rivelazione di Murray, che imbarazzo il primo giorno con Djokovic: “Ho pensato ‘oh mio Dio…’”
Il sodalizio tra Andy Murray e Novak Djokovic non ha dato i risultati sperati, al punto da interrompersi dopo meno di sei mesi, tuttavia a distanza di tempo ancora se ne continua a parlare. È stato proprio Murray a farlo, in un'intervista rilasciata a The Tennis Podcast, ammettendo di non essersi pentito della scelta: "Col senno di poi sono contento di averlo fatto, è stata un'esperienza fantastica. Ovviamente non è durato a lungo, ma ho fatto del mio meglio per aiutarlo". La finale di Miami e la semifinale all'Australian Open sono i traguardi più importanti raggiunti insieme, ma il britannico è consapevole che per un campione del calibro di Djokovic non possano essere soddisfacenti: "Sono rimasto deluso perché non abbiamo ottenuto i risultati che avrei voluto". Tuttavia ha guardato il lato positivo: "Ho imparato molto sul ruolo dell'allenatore". Infine, Andy ha raccontato un retroscena esilarante.
L'aneddoto imbarazzante di Murray
"Dopo aver finito l'allenamento in campo, il preparatore atletico mi ha detto che Nole stava andando a fare una corsa nel parco, chiedendomi di unirmi a lui. Il mio primo pensiero è stato 'Oh mio dio'. In campo ovviamente correvo, ma era da quando avevo 25 anni che non mi allenavo in quel modo. Però mi sono detto che non potevo dire di no perché era il mio primo giorno di lavoro. Perciò ho risposto 'Sì, non preoccuparti'. Ho subito messo in chiaro che non ero in gran forma, ma mi hanno rassicurato dicendo che sarebbe stata una corsa tranquilla. Ebbene dopo 4-5 minuti di corsa ho accusato un crampo al polpaccio sinistro. Ho pensato 'Non posso dire niente, è troppo imbarazzante', così ho proseguito. Al termine dei 50 minuti di corsa, però, ho chiesto allo staff di Nole di aiutarmi perché ero molto dolorante. Sentivo di non potermi fermare: non volevo fargli vedere che, dopo aver gareggiato con lui per così tanti anni, faticavo già dopo 5 minuti. Ho resistito, ma è stato piuttosto imbarazzante. Non so se fosse una questione di disidratazione o di nervosismo".
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