Lo sfogo di Cobolli: "Mi rode, mi sentivo benissimo: non mi aspettavo di giocare così male"
Il tifo del Campo Centrale non lo ha aiutato. Flavio Cobolli esce al terzo turno con qualche rammarico agli Internazionali d'Italia. In tribuna per la partita contro Tirante c'era anche il suo amico Bove, e i due giallorossi eroi a Parma Rensch e Malen, oltre a Venturino e Gollini. Lui ci ha provato, ma qualcosa non ha funzionato. Forse ha sentito un po' l'emozione di giocare sul Centrale, per la prima volta nella sessione serale: "Mi rode - ha detto dopo la sconfitta - vengo da settimane molto positive, è difficile giocare su questo campo, è difficile affrontare tutti i giocatori del tabellone. Non mi aspettavo di giocare così male, però capita e comunque ne devo prendere atto. Ancora manca tanto per riuscire comunque a togliermi da situazioni difficili anche quando magari dall'altra parte c'è un avversario molto forte".
Cobolli: "Sono molto arrabbiato"
Cobolli più volte ha chiesto l'aiuto del pubblico, guardava le tribune, cercava di caricarsi, ma non c'è stato verso. "Tirante ha giocato in maniera perfetta - le parole di Flavio -. Mi dispiace. Sono molto arrabbiato. Quando giochi così male è difficile anche cambiare tattica. Mi sentivo bene, anzi benissimo e per questo mi rode così tanto. Però Tirante è sicuramente un giocatore che mi dà molto fastidio. Se giocare a Roma è stato un fattore negativo? Non lo so, probabilmente non avrei giocato così male in un altro torneo. Nessuno può capire veramente quello che significa per noi questo torneo, è difficile per noi romani giocare bene qua, ma lo sappiamo e piano piano con il tempo sicuramente andrà meglio", ha proseguito. "Ma io sono tranquillo, vado a mangiare una pizza e tra due minuti mi passa. Non c'è problema. Fa parte del percorso. Sono anche bravo a ripartire. Comunque i miei pensieri erano positivi, Nel senso che comunque è stato uno dei giorni più belli della mia vita e per uno che gioca a tennis da tanto tempo sono solo cose belle e portano tanto tanti insegnamenti", ha concluso.
