Da Ostrava a Roma, Sinner chiude il cerchio: la storia di un predestinato diventato numero uno in sette stagioni
ROMA - È domenica 5 maggio 2019. Sinner è in campo nella finale del Challenger di Ostrava. È sofferente, una vescica sotto al piede non gli permette di muoversi a dovere. Nell’ultimo atto il polacco Kamil Majchrzak non gli dà scampo infliggendogli quella che, a tutt’oggi, è ancora la peggior sconfitta della carriera dell’altoatesino: 6-1 6-0. Jannik zoppica, è esausto, ma Roma lo attende: il giorno dopo, lunedì 6 maggio, Sinner è atteso al Foro Italico per il suo esordio assoluto agli Internazionali BNL d’Italia. Da Ostrava non c’è un volo diretto e deve optare per un lungo trasferimento da affrontare in auto, per poi decollare verso la Capitale. Assieme a lui c’è Andrea Volpini, coach del Piatti Tennis Team che ha seguito Sinner per anni. L’arrivo in hotel, a Roma, è a notte fonda. L’emozione è tanta, la fatica viene (in parte) sconfitta dall’adrenalina. Il campo 3, il più piccolo e meno importante del Foro Italico, attende Sinner e Luca Tomasetto, un buon giocatore di seconda categoria, per l’esordio nelle Prequalificazioni. Il match è complicato, Jannik non è al meglio, ma lo porta a casa: 7-6 6-4. Da lì in poi inizierà la sua prima cavalcata romana.
Sinner, da Musetti a Johnson
Il turno successivo è una formalità contro Riccardo Balzerani, mentre in semifinale c’è la sfida a Lorenzo Musetti. Chi assiste al match ha la sensazione di osservare qualcosa di storico: due futuri campioni, entrambi diciassettenni, che si sfidano nel Pietrangeli. Jannik annulla un match point e si qualifica per la finale, persa il giorno dopo contro Andrea Basso. Una serie di cancellazioni, però, permette ad Andreas Seppi di entrare nel tabellone di Roma e a Sinner di ricevere la wild card diretta per il main draw.
Da altoatesino ad altoatesino, con un involontario passaggio di testimone. Jannik esalta il pubblico del Centrale sconfiggendo in rimonta Steve Johnson, in quella che sarà la sua prima vittoria ufficiale agli Internazionali. «Ricordo che entrai in campo sperando di non fare brutta figura – ha spiegato emozionato Sinner -. Johnson vinse il primo set 6-1, mentre dal secondo parziale iniziai a sentirmi meglio sfruttando tutte le energie che avevo dentro». È domenica 17 maggio 2026. Il cerchio si chiude. Sono passate 7 lunghe stagioni tennistiche dalla finale di Ostrava. Jannik domina gli Internazionali d’Italia e alza al cielo il trofeo 50 anni dopo Adriano Panatta. «Non avrei mai pensato di essere dove sono ora – ha chiosato Sinner -. Sono un ragazzo che viene da un piccolo paese di 2.000 persone, gioco sui campi più belli del mondo. Questa è la mia vita, è ciò che cerco di fare, nel bene e nel male, dando sempre il 100%”.
