Medvedev torna a vincere un titolo dopo 883 giorni: da Roma ad Almaty, sempre sulle montagne russe
Daniil Medvedev può finalmente tornare ad alzare le braccia al cielo. Il tennista russo ha sconfitto Corentin Moutet nella finale dell'ATP 250 di Almaty ed ha conquistato un titolo nel circuito maggiore dopo ben 883 giorni. L'ultima affermazione dell'ex numero uno al mondo risaliva agli Internazionali d'Italia del 2023, quando superò in finale Holger Rune. Da quel momento in poi aveva raggiunto sei finali, ma le aveva perse tutte e a tutti i livelli: Slam (US Open 2023 e Australian Open 2024), Masters 1000 (Indian Wells 2024) e ATP 500 (Pechino e Vienna 2023, Halle 2025). È stato solo ad Almaty, in Kazakistan, che Medvedev ha interrotto il digiuno più lungo della sua carriera ed è tornato a sollevare un trofeo ATP. Decisivo il successo in finale ai danni di Moutet, maturato con il punteggio di 7-5 4-6 6-3.
Medvedev sulle montagne russe
Come suggerisce lo score finale non è stata una passeggiata di salute, anzi il russo è dovuto rimanere in campo per 2 ore e 38 minuti per piegare la resistenza del francese, capace di dargli grande filo da torcere. La dice lunga che il set più lungo - 59 minuti - sia stato quello con meno game disputati, ovvero il terzo. Non è poi un caso che il primo titolo di Medvedev dopo quasi 900 giorni sia arrivato dopo il cambio di allenatore. Non perché il suo precedente coach, Gilles Cervara, non fosse bravo - i risultati ottenuti insieme parlano chiaro - bensì perché l'impressione era che Daniil avesse bisogno di un cambiamento. Dopo la semifinale del Masters 1000 di Shanghai, persa contro Rinderknech, un'altra conferma è arrivata dal trionfo ad Almaty. Ovviamente la strada per tornare al vertice è ancora lunga, ma non ci sono dubbi che un Medvedev al 100% sia un avversario insidioso per tutti i giocatori.