Da “smash” a “drop shot”: il paroliere per seguire Sinner agli ATP di Torino

Ecco il vademecum per seguire il torneo di tennis più importante dell’anno
Da “smash” a “drop shot”: il paroliere per seguire Sinner agli ATP di Torino© Getty Images
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In occasione dell’attesa finale dell’evento sportivo di tennis più importante dell’anno, che si svolgerà a Torino domenica 19 novembre, gli esperti di Babbel - piattaforma per l’apprendimento delle lingue che offre lezioni su app e live - hanno creato la guida linguistica perfetta a prova di smash, drop shot e rovescio.

La genesi francese spiega il nome di alcuni elementi del gioco, tra cui lo stesso “tennis”, che sembrerebbe derivare dal francese antico “tenetz” (“tenete”); il fatto che le regole siano state definite in Inghilterra, invece, è rintracciabile nel suo vocabolario, costituito prevalentemente da parole di origine anglosassone.

Dritto e rovescio: il movimento della racchetta è determinato da quello del polso: nel caso di un giocatore destrorso, se intercetta la pallina verso quel lato, la mossa verrà definita “dritto”; se, invece, la racchetta viene spostata verso il fianco sinistro del corpo, si parla di “rovescio”.
Risposta: avviene quando l’avversario riesce a intercettare e rimandare la pallina nella parte opposta del campo.
Love: il termine utilizzato in inglese per definire lo zero sembra derivare dalla parola francese “l’ouef” (in italiano ‘l’uovo’), che indicava, in origine, la mancanza di punti (la forma dell’uovo ricorda infatti lo zero). Stanchi di usare la versione francese, gli inglesi la reinterpretarono a modo loro, adattandola in “love” (che richiamava la pronuncia della parola originaria).
Deuce: fa riferimento ad una situazione di pareggio, nonostante la parola “deuce” non significhi esattamente “pareggio”, bensì “due” (ovvero il numero di punti di scarto che il tennista deve mettere a segno per vincere il match). Questo termine probabilmente deriva dalla locuzione francese “à deux le jeu” (“gioco ai due giocatori”).
Drop Shot: traducibile come “palla corta” (letteralmente “tiro a caduta”), è la mossa con la quale la pallina viene colpita con gentilezza dal giocatore, in modo da farla cadere nel campo avversario poco oltre la rete, non dando così il tempo all’altro giocatore di intercettarla.
Smash: si tratta di una schiacciata molto forte, che ricorda quelle della pallavolo - si esegue concentrando tutta la propria forza nel braccio, alzato poco sopra la propria testa. Si tratta quasi certamente di un termine onomatopeico, che imita il suono prodotto all’impatto.

“La popolarizzazione di uno sport un tempo elitario ed esclusivo come il tennis ha fatto sì che alcune espressioni proprie del linguaggio specialistico siano diventate d’uso comune, e tuttavia il significato di alcuni tecnicismi può risultare comunque opaco ai meno esperti. Questo nostro vademecum linguistico nasce dunque con l’intento di offrire una panoramica esaustiva sul tennis, aiutando così tutti, neofiti e non, a conoscere meglio le sue dinamiche e sfumature” - ha commentato Gianluca Pedrotti, Principal Learning Content Editor di Babbel.

 
Game, set e match: tutte le espressioni da sapere sul tennis

Molti dei termini specifici che hanno la loro origine nel tennis vengono utilizzati anche nel vocabolario quotidiano degli inglesi, dove danno vita ad espressioni curiose che confermano la pervasività linguistica e culturale di questo gioco.

Aced it!: esclamazione inglese utilizzata in situazioni di successo, in particolare in riferimento a contesti scolastici. Per esempio quando si raggiunge il punteggio più alto in un test. Parafrasabile come “superato alla grande’”, quest’espressione veniva comunemente usata quando si faceva punto a tennis e solo nel corso del XX secolo è entrata a far parte del linguaggio di tutti i giorni, scomparendo invece quasi del tutto nelle partite. Tuttavia è bene precisare che l’“ace” fa ancora parte della terminologia tennistica: se l’avversario, a seguito di un servizio, non riesce a colpire a sua volta la pallina, il primo giocatore otterrà un punto diretto che viene chiamato per l’appunto… “ace”!
Game, set and match: utilizzata nel mondo del tennis per indicare che una partita si è appena conclusa, l’espressione è poi seguita dal nome del vincitore. In inglese si è soliti dire “game, set and match” quando si vuole sottolineare che una situazione è giunta al termine. La traduzione letterale italiana (“gioco, partita, incontro”) non rende bene il vero significato: questi termini, infatti, si riferiscono all’organizzazione di una partita di tennis (“match” è l’intero tempo di gioco, suddiviso in “set”, che a sua volta prevede un certo numero di “game”).
Breakpoint: letteralmente “punto di rottura”. Questa parola fa riferimento ad un momento specifico in cui è conveniente effettuare un cambiamento, o necessario fermarsi per prendere una decisione importante, che avrà potenziali ripercussioni significative. Nel tennis il “breakpoint”, noto anche in italiano come “palla break”, è il punto che permette di strappare all’avversario la vittoria (può essere anche doppio e triplo, quando mancano rispettivamente 2 e 3 punti).
We need a tie-breaker: traducibile come “abbiamo bisogno di uno spareggio”, si tratta di un invito a ricorrere a nuove strategie per giungere alla risoluzione di una situazione conflittuale. Nel tennis il “tie-breaker”, o “tie-break”, è proprio il momento in cui i giocatori hanno pareggiato e vi è la necessità di un ulteriore game per poter decretare la vittoria del set.
It’s a grand slam: è un’esclamazione di gioia che suggella un traguardo importante, soprattutto nel caso di gare e competizioni. Com’è facilmente intuibile dalla traduzione di questa espressione il riferimento è al Grande Slam. Espressione coniata negli anni ‘30 e mutuata con molta probabilità dal gioco del bridge o dal golf, è il titolo riconosciuto al giocatore che in un anno vince i quattro tornei di tennis più importanti al mondo: Australian Open, Roland Garros, Torneo di Wimbledon e US Open. L’impresa “titanica” è stata portata a termine solo da un numero limitato di tennisti - e solamente Rod Laver ci è riuscito per ben due volte, nel 1962 e nel 1969.
The ball is in your court: letteralmente traducibile come “la palla è nella tua metà”, questo modo di dire rappresenta un invito ad assumersi le proprie responsabilità e compiere la prossima “mossa” in autonomia, ad esempio prendendo una decisione senza contare sull’aiuto di terzi. In particolare, tale espressione viene utilizzata in caso di decisioni le cui conseguenze potrebbero rivelarsi sorprendenti. Nel tennis, se la palla è “in your court” significa che è stata lanciata nella metà di campo in cui il giocatore si trova e, quindi, che ora “spetta a te" fare la mossa successiva. Interessante sottolineare anche la parola “court”, che indica il “campo da tennis” in inglese (utilizzato anche per il campo da squash e basketball). Ciò forse è dovuto al fatto che il tennis nella sua fase “primordiale” si giocava nei cortili dei monasteri francesi.


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