Padel, un’attività ad alta intensità
In un recente studio sull’analisi della frequenza cardiaca (FC) in partite di alto livello, ricerca effettuata da Cristiano Aristotile e Francesco Ferro in collaborazione con il prof. Massimo Todeschi, è emerso quanto il padel sia impegnativo fisicamente e intermittente, alternando scambi ad altissima intensità a brevissimi periodi di recupero, smentendo così chi lo considera un’attività a basso impatto. L'analisi condotta su un panel di 85 match (professionisti, prima/ seconda fascia e under), ha evidenziato risultati impressionanti, classificando il padel tra gli sport ad “alta intensità” con picchi di frequenza cardiaca e decelerazioni molto frequenti. Gli atleti di alto livello trascorrono ben il 64% del tempo totale in zone di sforzo elevatissimo. Questa “zona massimale” da sola rappresenta il 37% del tempo di gioco. I continui scatti, le rapide reazioni e i colpi potenti richiedono un’elevatissima produzione di energia, che si traduce in un significativo stress cardiovascolare.
Il picco della frequenza
Un dato particolarmente “anomalo” riguarda il momento in cui viene raggiunto il picco di sforzo assoluto, che verrebbe spontaneo pensare che si raggiunga a inizio partita, proprio quando l'atleta è più fresco. Invece, l’analisi ha rivelato tutto l’opposto, ossia che il picco più alto è stato registrato più frequentemente nella fase finale del match. Questo suggerisce che l’accumulo di fatica è il vero nemico Gesti tecnici e spostamenti che all'inizio del match erano facili, nella fase finale richiedono uno sforzo massimale per essere eseguiti. La capacità di abbassare rapidamente la frequenza cardiaca tra i punti e di gestirla in modo efficiente diventa un fattore determinante per il successo.
