La carica di Paquito: "Ho ancora fame!"

La carica di Paquito: "Ho ancora fame!"

Vero idolo delle folle e tra i più vincenti di sempre, il campione di Siviglia vuole continuare a stupire: "L’obiettivo? Essere competitivo e divertirmi"
Marco Oddino
4 min

Nato a Siviglia il 10 febbraio 1989, Francisco Navarro Compán, per tutti “Paquito” è considerato uno dei personaggi più iconici del padel moderno, non solo per i grandi risultati ottenuti, ma anche per lo stile inconfondibile e forte rapporto empatico con il pubblico. Conosciuto per la sua potenza, aggressività e colpi creativi, “l’uragano di Siviglia” è amato da tutti per la sua intensità e temperamento sempre competitivo. A 37 anni occupa la posizione n.7 del ranking e gioca in coppia con il giovane Francisco Guerrero.

Come vede il padel tra 5 anni?

«Diventerà uno sport globale, con una maggiore presenza negli Stati Uniti, Asia e Medio Oriente. Probabilmente sarà alle Olimpiadi, o sulla buona strada, con un circuito professionale consolidato e un settore molto più professionalizzato, con sponsorizzazioni e premi di alto livello e una copertura media che arrivi in ogni nazione, anche per incentivare il settore amatoriale».

Cosa deve funzionare in una coppia?

«La fiducia, la comunicazione e la sintonia, ma la realtà è che ciò che fa funzionare una coppia sono i risultati».

Non crede che tutti questi cambiamenti di coppia, ogni tanto siano troppo affrettati?

«Fa parte dell’evoluzione del circuito. La pressione per i risultati è enorme e molti giocatori sentono che, se qualcosa non funziona rapidamente, bisogna cambiare. A volte questi cambiamenti sono affrettati, ma è anche vero che nessuno vuole rimanere indietro».

Il ricordo più bello?

«È difficile sceglierne uno solo perché il padel mi ha regalato esperienze meravigliose. Il Mondiale vinto a Doha nel 2021 con la Nazionale è stato incredibile; diventare numero uno con Lebrón in Brasile è stato un altro sogno che si è avverato, come vincere a Siviglia nel 2017 davanti alla mia gente e nella mia città, è stato molto speciale. Guardando indietro, mi rendo conto di essere davvero privilegiato per tutti i momenti che questo sport mi ha regalato».

Se potesse cambiare una regola?

«Ridurrei i tempi tra un punto e l’altro per rendere le partite più veloci e dinamiche».Obiettivi per la stagione?«Restare competitivo, non avere infortuni e continuare a provare quella passione e adrenalina che vivo ogni volta che scendo in campo».

In quali città le piacerebbe vedere nuove tappe di Premier?

«In luoghi iconici come New York, Tokyo e Shanghai».

Quali sono le promesse del futuro?

«Ti direi Augsburger, Cardona, Leal, Jensen, Ustero, Claudia Fernández e Martina Calvo. Ma in verità non sono più promesse. È incredibile che così giovani siano già molto in alto, dando sempre filo da torcere ai migliori al mondo».

Come si trova con i social?

«Bene, mi permettono di rimanere in contatto con la mia comunità e ricevere molto affetto.Li gestisco personalmente, quindi le persone vedono la mia vita reale».

Ha qualche rimorso?

«No, anzi. Il padel mi ha dato grande gioia e rifarei tutto da capo e poi ancora, ancora e ancora... (ride, ndi)».


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