La lunga scalata fino allo scudetto

La lunga scalata fino allo scudetto

Il movimento siciliano di padel è in crescita e punta in alto a livello nazionale
Valeria Aiello e Alessandro Bisconti
5 min

Nel padel italiano la classifica a squadre non è soltanto una graduatoria: è una vera e propria piramide meritocratica. Ogni stagione ridisegna gerarchie, ambizioni e destini sportivi, attraverso un sistema che parte dalla base territoriale e arriva fino alla conquista dello Scudetto. Alla base troviamo la Serie D, il primo gradino del percorso regionale, quello in cui nascono i progetti, si formano i gruppi e si costruiscono le ambizioni. In molte regioni è suddivisa in D1 e D2, per gestire il numero crescente di squadre. Il salto successivo è la Serie C, ancora con una forte impronta regionale ma con un primo respiro nazionale. Le migliori squadre della fase territoriale accedono infatti a una fase nazionale che mette in palio la promozione in B. È il primo vero spartiacque: da qui si entra nel padel che conta. La Serie B rappresenta il campionato nazionale strutturato, con trasferte interregionali, gironi competitivi e un livello tecnico già molto elevato, ci sono 24 squadre nella B maschile e 16 in quella femminile. È una categoria che richiede organizzazione, investimenti e continuità di rendimento. Le migliori vengono promosse in A, le ultime retrocedono: ogni punto ha un valore. In cima c’è la Serie A, la massima categoria. A livello nazionale in tutto sono 12 le squadre nella Serie A maschile e 8 nel femminile. Qui si gioca per il titolo italiano a squadre. Dopo la fase a gironi, i playoff assegnano lo scudetto, mentre i playout decidono chi dovrà ripartire dalla Serie B. Stagione dopo stagione si aprono le porte dei sogni anche per chi parte dal basso. 

Alto livello

Tra i movimenti emergenti c’è quello della Sicilia, una realtà strutturata e competitiva anche a livello nazionale. A fotografare la crescita è Claudio Forte, consigliere regionale padel della Federazione Italiana Tennis e Padel del Comitato Sicilia. «Negli ultimi anni la crescita è stata costante e organizzata - ha spiegato -. Non parliamo soltanto di un aumento dei circoli, ma di una vera evoluzione del sistema: più programmazione, più competizioni e maggiore presenza anche fuori dai confini regionali». I numeri confermano il trend: le iscrizioni ai campionati federali a squadre sono aumentate di oltre il 30% nella categoria maschile e femminile con grande partecipazione dei giovani. Parallelamente si è alzato il livello tecnico medio. «Oggi le squadre siciliane non sono più soltanto competitive in ambito regionale, ma riescono a confrontarsi stabilmente nei campionati nazionali», sottolinea Forte. La presenza di formazioni dell’isola tra Serie B e Serie C, maschili e femminili, certifica un salto di qualità costruito attraverso attività giovanile, circuiti regionali e maggiore continuità organizzativa. Si registrano in B due squadre femminili (a Palermo e a Caltanissetta) e quattro squadre maschili (di cui tre a Palermo e a Messina).

I ripescaggi

Uno dei temi più discussi è quello dei ripescaggi in Serie B, una categoria dove già gli sforzi incidono pesantemente sull’investimento economico delle società. Forte chiarisce che la procedura segue criteri regolamentari precisi: «Il ripescaggio può avvenire in caso di rinuncia di una squadra avente diritto o per necessità di completamento dell’organico. Il criterio prioritario è sempre sportivo». Vengono infatti considerati il risultato della stagione precedente, la posizione nei playoff o nelle fasi nazionali e l’ordine di graduatoria stabilito dai regolamenti federali. Non si tratta di parametri geografici né legati al bacino di tesserati o al ranking amministrativo del circolo. Resta però imprescindibile il rispetto dei requisiti strutturali e organizzativi richiesti per le categorie nazionali. Generalmente le squadre ripescate hanno partecipato ai playoff: «Non è previsto il ripescaggio di squadre che non abbiano superato almeno la fase regionale, salvo situazioni eccezionali legate al completamento degli organici», precisa il consigliere. In un movimento in forte espansione, la trasparenza diventa centrale: «I criteri devono essere chiari, oggettivi e meritocratici. La credibilità del sistema passa dall’applicazione uniforme delle regole», conclude Forte


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