Orsi: "Obiettivo entrare in top 25"

Orsi: "Obiettivo entrare in top 25"

La laziale, che gioca in coppia con Araceli Martinez, può vantare un palmarès di grande rilievo, con 3 bronzi ai Campionati del Mondo
Marco Oddino
4 min

Nata il 4 luglio del 1991 a Roma, Ca-rolina Orsi è la nostra giocatrice di punta a livello mondiale, occupando al momento la posizione n. 28 del ranking. La laziale, che gioca in coppia con Araceli Martinez, può vantare un palmarès di grande rilievo, con 3 medaglie di bronzo ai Campionati del Mondo e una medaglia d’oro agli Europei di Cracovia con la nazionale italiana e ben 8 scudetti in Serie A con il CC Aniene.

Una nuova stagione è iniziata. Obiettivi?
«La competizione si fa sempre più dura e considerando la cre-scita e l’aumento delle giocatrici, sarebbe una bella soddisfazione riconfermare gli stessi risultati, mantenendo la posizione numero 30...ma con un “pizzico” di ambizione in più, sarei felicissima se riuscissi a scalare qualche posizione».

Quali sono le giocatrici che teme di più?
«Le più temibili restano sempre le prime 8 teste di serie (ride n.d.i.). In ogni caso per me restano difficili tutte le coppie, dal tabellone principale alle qualificazioni perché sono giocatrici fortissime e le partite si possono sempre perdere».

Un parere sullo Star Point introdotto quest'anno?
«Sono sempre stata favorevo-le ai vantaggi, però credo possa essere un buon compromesso».

Tra le novità, anche la possibilità di giocare con palline di colori diversi dal giallo.
«E’ certamente un curioso cambiamento e anche gli occhi dovranno adeguarsi».

Lo scorso anno Miami, quest’anno Londra e Pretoria. Che ne pensa di questa espansione in Premier?
«Certamente giocare in nuovi paesi è una bella evoluzione e questo fa bene alla crescita del nostro sport e all’inserimento di giocatori di altre nazionali-tà, anche se a mio parere il dominio resterà ancora per molto tempo, spagnolo e argentino».

C'è un Paese in cui sogna di giocare una tappa di Premier?
«Amo viaggiare e ti direi l’Australia e il Giappone, dove sicuramente c’è una cultura sportiva».

Non crede che in alcune tappe del CUPRA FIP Tour i punteggi siano un po’ troppo alti - paragonabili a un P1 in Premier - e possano “danneggiare” le giocatrici meno forti, con la presenza di alcune top tra le prime 20 del ranking?
«Per essere arrivati a questa decisione avranno sicuramen-te fatto delle valutazioni».

Quest'anno 25 tappe di Premier Padel e più di 230 tornei nel CUPRA FIP Tour. Non è troppo faticoso?
«Ritengo positiva la crescita dei tornei, perché vuol dire che nuovi paesi investono e crescono anche gli organizzatori e i club. Oltretutto, con que-sta formula possiamo decidere autonomamente il calendario e quindi dove andare a giocare».

Il torneo con la migliore organizzazione?
«Giocando quasi tutte le tap-pe di Premier Padel, direi che le organizzazioni sono sempre ineccepibili, ma se dovessi sceglierne due e con il cuore, direi Roma e Milano».

Con quale racchetta gioca?
«Con il modello ELITE di Bullpadel. Ha un formato ibrido ed un perfetto equilibrio tra potenza e controllo»

 

 


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