Pagina 2 | Chi è Moutet, l’avversario di Sinner agli ottavi di finale al Roland Garros
Talento creativo
Il gioco di Moutet è brillante e folle allo stesso tempo, un tennis champagne da palati fini, che sta facendo impazzire il Bois de Boulogne. Nel match di terzo turno contro l’austriaco Ofner ha servito da sotto ben 12 volte, realizzando il 75% dei punti. Per alcuni il cosiddetto “underarm serve” è una mancanza di rispetto, per Moutet è un’arma decisiva. «Quando il mio avversario in risposta si posiziona lontanissimo dalla riga di fondo…».
Corentin è un creativo, dentro e fuori dal campo. Nel gennaio del 2023 si è dovuto operare per un serio problema al polso destro e lui, da buon mancino, ha deciso di passare al rovescio a una mano; grazie al suo talento e alla grande manualità in poche settimane si era già abituato. Fuori dal campo è un artista ancor più completo, un poeta maledetto: legge Baudelaire, Hugo, Rimbaud. Suona il pianoforte e la chitarra, adora Einaudi e Chopin, ma anche Jeff Buckley e il rap (ha inciso più di un brano). Ha una grande passione per i cantautori francesi del passato come Brel e Aznavour, che d’altronde cantava parole che sembrano scritte per Corentin: «Je suis un cabotin dans toute sa splendeur, Je suis né pour jouer». Sono un istrione, in tutto il suo splendore, sono nato per giocare.