Roland Garros, oggi va in scena la protesta dei big ma nessun boicottaggio: cosa succederà e perché parleranno solo 15 minuti

I tennisti hanno scelto una linea più soft per la loro battaglia contro l'aumento dei ricavi, rispetto a quella proposta da Sabalenka agli Internazionali, che aveva ricevuto il sostegno anche di Sinner e Paolini
Valerio Minutiello

Pubblicato il 22.05.2026, 11:25 (Aggiornato il 22.05.2026, 11:35)

Oggi è il giorno della protesta dei big contro il mancato aumento dei ricavi al Roland Garros. Non ci sarà il boicottaggio proposto da Sabalenka agli Internazionali d'Italia, che aveva raccolto il sostegno anche di Sinner e Paolini. La battaglia annunciata contro gli Slam inizierà in modo più soft, con un media-day ridotto. Sinner e gli altri tennisti che faranno le conferenze stampa non parleranno più di 15 minuti poi, cronometro alla mano, si alzeranno e andranno via. Inoltre i giocatori non faranno interviste singole, nemmeno con i detentori dei diritti tv, e nessuna interazione con i canali social ufficiali del Roland Garros. Perché proprio 15 minuti? È un numero simbolico, che rappresenta il 15% dei ricavi destinato ai premi dei giocatori, che non è aumentato in maniera proporzionale alla crescita dei ricavi del torneo. Quest'anno il montepremi dello Slam parigino è di 61,7 milioni di euro, con i vincitori del torneo maschile e femminile che riceveranno circa 2,8 milioni a testa. I tennisti però sono insoddisfatti e chiedono un aumento che porti a destinare loro il 22% ai premi in denaro, percentuale già corrisposta dagli altri tornei Atp e Wta. La battaglia non è solo per i big, ma riguarda anche i giocatori di fascia inferiore che guadagnano molto meno. I ricavi del Roland Garros quest'anno sono aumentati del 14%, raggiungendo quota 395 milioni di euro, i premi in denaro invece sono cresciuti del 5,4%, riducendo la quota di ricavi destinata ai giocatori al 14,3%. In ballo poi ci sono anche altri temi, come maggiori garanzie per la materinità e un maggiore ascolto nella decisione dei calendari. 

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Dal boicottaggio all'azione soft. La risposta della Federazione francese

Quindi alla fine, dopo la minaccia di boicottaggio, Sabalenka e gli altri hanno studiato un piano di battaglia più leggero, in linea con le regole del torneo e che non portasse a multe pesanti per loro. In gioco infatti ci sono accordi contrattuali con diversi milioni in ballo per accordi televisivi e sponsor, e di conseguenza forti sanzioni per chi non li rispetta. "Ci dispiace per questa decisione dei giocatori - ha scritto la FFT (Federazione tennistica francese) in una nota - che danneggia tutti coloro coinvolti nel torneo: i media, le reti televisive, i team delle federazioni e tutta la famiglia del tennis che segue con entusiasmo ogni edizione di Roland Garros. La FFT mantiene un dialogo costante con i giocatori e ha lanciato nuove iniziative per interagire direttamente con loro nelle ultime settimane: già all'inizio di maggio ha proposto un incontro, che si terrà questo venerdì 22 maggio, con i giocatori coinvolti e i loro rappresentanti. La FFT è pronta al dialogo diretto e costruttivo sulle questioni di governance, al fine di dare ai giocatori un ruolo più importante nelle decisioni, contribuire alla loro protezione sociale e migliorare la distribuzione del valore”. Vedremo cosa succederà.

Attenzione a Wimbledon: la protesta non si ferma

La battaglia non si ferma qui. Da capire se gli incontri ridotti con la stampa continueranno durante il torneo. Gli occhi inoltre sono già proiettati verso Wimbledon, altro Slam nel mirino. Il montepremi sarà annunciato nella seconda settimana di giugno, quindi dopo la fine del Roland Garros. I ricavi dell'All England Club sono aumentati da circa 165 milioni di sterline nel 2015 a oltre 420 milioni di sterline lo scorso anno, mentre il montepremi destinato ai giocatori è raddoppiato da 26,5 milioni di sterline a 53,5 milioni di sterline, con un calo del 20% della quota di ricavi del torneo destinata ai giocatori. I giocatori non sono per niente contenti di questo trend e mentre a Londra è annunciato un aumento della capienza di 10mila spettatori al giorno per lo Slam su erba, i big sono pronti ad andare avanti con la loro protesta.