Rublev guida la protesta dei tennisti e attacca: “Non gliene importa nulla, non rispondono nemmeno alle nostre mail"
Una giornata particolare al Roland Garros quella del media day che precede l'inizio del secondo Slam della stagione, durante la quale è in corso la protesta dei giocatori che hanno deciso di ridurre a 15 minuti le interazioni con la stampa per la polemica sul montepremi. Tra i tennisti coinvolti, anche Andrey Rublev che nel corso della sua conferenza ha spiegato: "Quando cerchi di comunicare e collaborare con qualcuno per anni e non funziona, e nessuno ti presta attenzione a un certo punto senti di dover fare qualcosa, di dover esigere la loro attenzione".
Rublev: "Nessuno ascolta le nostre richieste"
"Cerchiamo di spiegare loro certe cose, cose che potrebbero essere fatte meglio - ha sottolineato il russo -. Non si tratta solo di soldi, ci sono tanti aspetti... ma non ci ascoltano. Non rispondono. Vi faccio un esempio: invio un'email ufficiale e nessuno risponde per mesi. Vi importa così poco di noi che non vi preoccupate nemmeno di comunicare con noi? Stiamo cercando di fare qualcosa per aiutare il tennis a evolversi, in modo che tutti siano contenti, ma non può andare tutto nella stessa direzione e non si possono semplicemente usare i giocatori; non è il modo giusto di fare le cose. Vogliamo solo comunicare; siamo completamente trasparenti. Abbiamo già parlato di pensioni, fondi bonus e chiediamo che ci ascoltino e comunichino con noi".