Panatta sul malore di Sinner: "Jannik, avrei voluto premiarti. Ma ora devi vederci chiaro"

La leggenda del tennis azzurro si è interrogato sulla sconfitta del numero uno al mondo contro Juan Manuel Cerundolo a Parigi
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Sull'onda di quanto accaduto agli Internazionali d'Italia, Adriano Panatta non premierà Jannik Sinner in occasione della finale del Roland Garros. La corsa del numero uno al mondo si è infatti fermata al terzo turno contro Juan Manuel Cerundolo a causa di un malessere fisico che ha compromesso il finale di gara dell'azzurro che si trovava ad un passo dalla vittoria sul 5-1 del terzo dopo aver vinto i primi due set. Una sconfitta che brucia soprattutto perché lo Slam parigino era da tempo l'obiettivo annunciato di Jannik per questa stagione e sulla quale ha provato ad interrogarsi anche Adriano Panatta.

Panatta sulla sconfitta di Sinner

"Il tennis nasce dalle sconfitte, ma credo che questo lo sappia anche un vincitore seriale come Sinner - scrive sul Corriere della Sera la leggenda del tennis azzurro -. Eppure gli archivi non aiutano, la casistica dei match persi a un solo game dalla vittoria, senza più riuscire a incidere su un match fin lì dominato, come se dentro di sé fosse esploso qualcosa, si riducono a pochi casi. Non sono un medico, e non ho giocato un tennis come quello di oggi. La mia finale a Parigi, nel 1976, cominciò con una mano (la destra) chiusa nella portiera dell’auto, proseguì con la ricerca delle scarpe che Bertolucci mi aveva portato via pensando fossero le sue, e culminò con un caldo vicino ai 40 gradi. I giornali parigini del mattino titolavano da una settimana sulla siccità che stava mettendo in ginocchio la Francia. Sono d’accordo con Jannik, quando dice, che il caldo non c'entra. Mi auguro però che prenda sul serio la questione, molto sul serio, e voglia vederci chiaro fino in fondo. Servono controlli accurati, a tutto campo, in un tennis così niente può essere preso sotto gamba. Mi sarebbe piaciuto premiarlo, ma le cadute di oggi saranno i buoni motivi di domani, per provarci e riprovarci. Ancora e ancora… Non ho dubbi sul fatto che Jannik porterà a casa anche il Roland Garros, e visto che il record dei Masters 1000 consecutivi è già suo, il prossimo anno potrà puntare su una programmazione più leggera, rinunciando a qualcosa. Sarà lui a decidere. Ma l’importante è stare bene, capire perché il suo splendido motore si metta d’improvviso a girare a vuoto. Se è questione di testa o di fisico. I problemi, Sinner ha sempre mostrato di saperli affrontare".


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