© EPA Sinner accende Parigi Bercy e sfida Alcaraz: "Lui superiore a me in qualcosa, ma..."
"Sei pronto, Jack?", "Io sono nato pronto". Per pescare una frase che meglio si adatti al momento di Jannik Sinner dobbiamo entrare in ambito cinematografico e scomodare il leggendario "Grosso guaio a Chinatown". Basta declinarla con il suo nome e il gioco è fatto. Perché Sinner quello è: nato pronto. A tutto. Anche a difendere, ancora una volta, il trono di migliore al mondo con una corona che indossa orgogliosamente e meritatamente da 21 settimane (scavalcato Mats Wilander, non esattamente uno di passaggio).
Sinner e il confronto con Alcaraz
A Parigi Re Jannik dovrà di nuovo levarsi il mantello, pitturarsi la faccia e indossare i panni di William Wallace, l'eroe scozzese di Braveheart. Dovrà farlo perché il tabellone di Parigi-Bercy è di quelli da far tremare i polsi. L'esordio - probabile - con Shelton, poi forse Rune e quindi via verso una strada impervia che condurrà ad una possibile finale con il suo alter ego, Carlos Alcaraz. Già, proprio l'avversario con il quale ha equamente diviso il numero di tornei del Grande Slam vinti quest'anno: due a testa. "Siamo due giocatori che in campo sviluppano un tennis differente - ha detto Jannik in un'intervista a La Stampa -. Io cerco di tenere il ritmo molto alto e sono molto forte di testa. Carlos predilige un tennis fisico. Al momento, secondo me, lui ha qualcosa in più sullo slice e sulle volée". Ma come, Re Jannik ammette di essere inferiore in qualcosa rispetto al suo avversario più temibile? Nessuna paura. la forza di Sinner è proprio quella di trasformare un difetto in una possibilità di crescita: "Questa difficoltà che ho mi piace perché presuppone l'idea di avere ancora margini di miglioramento".
Sinner e l'idea del successo
Durante l'intervista Jannik parla anche del successo che non lo ha cambiato (un concetto che ama ripetere spesso): "Non cammino mai a testa alta se vinco e non mi deprimo quando perdo. Non sono una persona che si atteggia e mi piace la privacy. Io penso solo al tennis, tutto il resto - soprattutto quello che non posso controllare - non mi interessa. A me importa la mia famiglia, è quello il valore più importante". Re Jannik l'umile. Vallo a trovare un altro campione così.
