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Perché la squalifica di Sinner è (quasi) una buona notizia per Jannik e per il tennis

L'azzurro salterà quattro Masters 1000 ma tornerà da re a Roma e potrà giocare i tre Slam rimasti: non possiamo esultare ma poteva andare molto peggio
Simone Zizzari

Pubblicato il 15.02.2025, 12:03 (Aggiornato il 15.02.2025, 13:53)

Alla fine va bene così. Sinner e tutta l’Italia del tennis tirano un bel sospiro di sollievo dopo l’accordo raggiunto in mattinata tra la Wada e il fuoriclasse azzurro: tre mesi di stop sono un compromesso che fa felici e allo stesso tempo scontenta tutti. Non ci sono vincitori in questa vicenda. Tre mesi di sospensione vuol dire quattro Masters 1000 da saltare ma anche preservare Roma e gli altri tre Slam stagionali, ovvero i veri obiettivi di Jannik per questo 2025.

Cosa vuol dire per Sinner questa pausa di tre mesi

E quindi dobbiamo stappare una bottiglia di champagne per festeggiare questo accordo? No, perché Sinner non meritava alcuna squalifica. E soprattutto non meritava lo stillicidio - soprattutto mentale - che ha dovuto gestire in questi ultimi 12 mesi. L’unica consolazione è che quando il 4 maggio il nostro atleta più forte tornerà in campo avrà la testa più leggera. E se ha dominato con una simile scimmia sulle spalle per tutto questo tempo, figuratevi cosa potrà fare da Roma in poi (a proposito, non vediamo l’ora di vedere l’accoglienza da re che gli riserverà il pubblico del Foro) senza più dover parlare ogni giorno con i suoi avvocati. E soprattutto senza leggere ogni giorno i deliri "no Jan" del nobile decaduto Nick Kyrgios.  

 

PS: fa sorridere la nota della Wada quando dice che per tre mesi Jannik non potrà allenarsi. Ci sarà quindi un agente Wada in incognito che lo seguirà ogni minuto per verificare che Sinner non vada ad allenarsi al campetto sotto casa?