Sinner, e ora? Cosa farà durante la squalifica: c'è l'ipotesi Dubai con... Anna Kalinskaya

Un'altra prova da superare, stop di 3 mesi: insieme con lo staff, Jannik programmerà al meglio il da farsi. Volandri: "Siamo pronti a sostenerlo"
Alessandro Nizegorodcew
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Un'altra prova da superare, l’ennesima, per Jannik Sinner. L’azzurro, dopo un anno psicologicamente durissimo, dovrà rimanere lontano dal circuito ATP per tre mesi. Il rientro ufficiale, al Foro Italico, è previsto per l’inizio di maggio. Come resistere? Come prepararsi al meglio senza match ufficiali per novanta lunghi giorni? «Tre mesi per un tennista sono tanti – ha spiegato capitan Filippo Volandri a Supertennis -. Ci sarà probabilmente un primo periodo di stop totale (pare sia atteso al WTA di Dubai dalla “sua” Anna Kalinskaya, ndr) per poi ripartire con i carichi di allenamento. Jannik e il suo team saranno certamente bravi e riprogrammare le prossime settimane, soprattutto sul piano atletico. Il tennista non è abituato a tre mesi di preparazione, ma sarà anche un modo per rigenerarsi mentalmente». 

Sinner, tanti piccoli stop

Non è la prima volta, seppur per motivazioni totalmente diverse, che Jannik è costretto a fermarsi ai box. Il corpo, soprattutto all’inizio della carriera, ha più volte tradito Sinner allontanandolo dal campo per periodi però quasi sempre brevi. Anca, ginocchio, problemi di vesciche, hanno portato ad alcuni ritiri, ma mai ad abbandonare il “circus” tennistico per lunghe fasi (in genere intorno al mese di stop). Infortuni, ma anche scelte di programmazione, come accaduto nel settembre del 2023 con l’ormai noto “caso nazionale” che vide Jannik rinunciare al girone di Coppa Davis a Bologna per preparare al meglio la trasferta asiatica. Decisione rivelatasi perfetta: ciclo spaziale di Sinner (vittorie a Pechino e Vienna, ultimo atto alle ATP finals) e vittoria dell’insalatiera. 

Sinner, servirà pazienza e forza psicologica

Jannik, dunque, da quando è diventato Sinner non si è mai fermato così a lungo. La sua proverbiale forza mentale dovrà accompagnarsi a un nuovo superpotere da aggiungere alla lista: la pazienza, che per un agonista come Jannik, pronto a dar tutto pur di vincere anche sui kart o a burraco, non è semplice da ricercare e quindi vivere. La mente, però, potrà finalmente liberarsi di una vicenda che ha creato molte più problematiche psicologiche di quanto non dicano i trionfi ottenuti. Jannik ha una forza psicologica fuori dal comune, ma non è un alieno. Soffre, come tutti, anche se lo non lo dà a vedere. Nasconde, assorbe e reagisce. «L’unico aspetto positivo di questa vicenda è che è finita – ha spiegato ancora Volandri -, dato che Jannik ha dovuto giocare un anno con un macigno sulla testa. Noi gli daremo tutto il sostegno possibile e saremo pronti ad abbracciarlo agli Internazionali BNL d’Italia». 

Vavassori difende Sinner sui social

«Tornerai più forte e incazzato di prima». Inizia così la storia pubblicata da Andrea Vavassori su Instagram a sostegno di Sinner. “Wave”, compagno di Jannik in maglia azzurra, ha speso parole forti e importanti per il numero 1 del mondo, attaccato in queste ore da colleghi e addetti ai lavori. «Chi ti conosce sa che hai una mentalità diversa dagli altri – prosegue Vavassori, recente finalista al Challenger di Manama -. La cosa che mi sorprende veramente è come sei riuscito a gestire tutta questa vicenda e il non aver mai risposto alle critiche di persone che veramente hanno oltrepassato il limite da diverso tempo. Sempre più rispetto per te. Forza Jan”. Sinner aveva raccontato di aver scoperto, quando il caso Clostbol venne fuori, alcuni oppositori a sorpresa nonché insospettabili amici. Jannik, però, non ha mai risposto ad alcun commento denigratorio di colleghi e addetti ai lavori (tra i quali non più del 2% ha approfondito adeguatamente l’argomento), come a far proprio il motto di Oscar Wilde: “Perdona sempre i tuoi nemici. Nulla li fa arrabbiare di più”. 


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