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Sinner, quando un amico è per sempre: Berrettini, Sonego e Vavassori lo sono

Aveva detto Jannik, molto prima del ridicolo e pretestuoso stop imposto dalla Wada:  "Il momento più difficile è stato quando è uscita la notizia del Clostebol: mi sono reso conto di chi mi è amico e chi no". Tutto vero
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Xavier Jacobelli

Pubblicato il 17.02.2025, 18:35 (Aggiornato il 17.02.2025, 18:49)

"La cattiva sorte ci mostra chi non sono i veri amici", ammoniva Aristotele, aggiungendo: "L'amicizia permette di volere il bene dell'altro per ciascuno degli amici". Era l'ottobre scorso e Jannik Sinner lo sapeva bene quando confidava: "Il momento più difficile è stato quando è uscita la notizia del Clostebol. Mi sono reso conto di chi è amico e chi no". Tutto vero.

Dalla spazzatura di Kyrgios, agli amici veri

Da un lato, la spazzatura differenziata di Kyrgios, a seconda del social che usa e le parole maleodoranti di Wawrinka, tanto per citarne due e tralasciando altri pattumi. Dall'altro, invece, le prese di posizione chiare, nette e confortanti di Berrettini, Sonego, Vavassori, per citare i primi azzurri che non hanno esitato un attimo a manifestare pubblicamente tutto il loro sostegno al Numero Uno.

Berrettini: "Ho sempre appoggiato Jannik, non smetto di farlo adesso. Credo sia un momento molto duro per lui, paga un errore, mi dispiace. Non faccio l’avvocato, non ho i dettagli. Ma non ho dubbi che tornerà più forte”.

Sonego: "Mi spiace gli sia capitato tutto questo. Non è colpa sua, non se lo merita. Mi fa male solo l'idea di non vederlo per un po' nel circuito. Ha sicuramente tutto il mio sostegno. Voglio vederlo felice e in campo a fare quello che ama: giocare a tennis. È un riferimento per tutto il tennis italiano, ti spinge a migliorare con l'esempio".

Vavassori prima dell'epilogo della vicenda : "Ho conosciuto Sinner come persona e sono sempre stato sicuro al cento per cento che non avesse fatto nulla di sbagliato. Dispiace la mancanza di empatia da parte dei tennisti e di tante persone sui social. Penso ci sia molta ignoranza, perché troppi danno giudizi senza essere informati, senza sapere. Una volta constatato che non c’è un caso di doping, ma di negligenza da parte di un membro del team, perché continuare ad accanirsi?".

Vavassori dopo i tre mesi di stop: "Tornerai più forte e incazzato di prima… Chi ti conosce sa che hai una mentalità diversa dagli altri. La cosa che mi sorprende veramente è come sei riuscito a gestire tutta questa faccenda e il non aver mai risposto alle critiche di persone che veramente hanno oltrepassato il limite da diverso tempo. Sempre più rispetto per te. Forza Jan". Un amico sincero è per sempre.

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