Sinner, tutti i retroscena dell'accordo con la Wada: dalle chiamate a tarda notte al durissimo lavoro per convincerlo

Un reportage della BBC ha rivelato cosa c'è dietro la trattativa che ha portato alla sospensione di tre mesi del numero uno al mondo per il caso Clostebol
Valerio Minutiello

Pubblicato il 23.02.2025, 12:30 (Aggiornato il 23.02.2025, 12:38)

 

 

 

I fatti: la ricostruzione della vicenda

Tutto inizia nel marzo 2024, quando Sinner viene trovato positivo a una quantità minima di Clostebol. Il tennista italiano riesce a dimostrare subito che la sostanza è entrata nel suo corpo per contaminazione, in maniera involontaria, a causa di un massaggio del suo fisioterapista Giacomo Naldi, poi licenziato. L’Itia, l’agenzia antidoping indipendente del tennis, riconosce la sua innocenza e lo assolve. La Wada però non ci sta e fa ricorso, perché non accetta la “constatazione di assenza di colpa o negligenza”. Secondo l’agenzia mondiale antidoping Sinner non era colpevole, ma comunque responsabile del suo team, e per questo rischiava una squalifica da uno a due anni. Il processo a porte chiuse al Cas di Losanna, si sarebbe dovuto tenere il 16 e 17 aprile. Come si è arrivati all’accordo?