Sinner, tutti i retroscena dell'accordo con la Wada: dalle chiamate a tarda notte al durissimo lavoro per convincerlo

I fatti: la ricostruzione della vicenda
Tutto inizia nel marzo 2024, quando Sinner viene trovato positivo a una quantità minima di Clostebol. Il tennista italiano riesce a dimostrare subito che la sostanza è entrata nel suo corpo per contaminazione, in maniera involontaria, a causa di un massaggio del suo fisioterapista Giacomo Naldi, poi licenziato. L’Itia, l’agenzia antidoping indipendente del tennis, riconosce la sua innocenza e lo assolve. La Wada però non ci sta e fa ricorso, perché non accetta la “constatazione di assenza di colpa o negligenza”. Secondo l’agenzia mondiale antidoping Sinner non era colpevole, ma comunque responsabile del suo team, e per questo rischiava una squalifica da uno a due anni. Il processo a porte chiuse al Cas di Losanna, si sarebbe dovuto tenere il 16 e 17 aprile. Come si è arrivati all’accordo?
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