
Sinner, è Alcaraz il più forte su terra. Sette giorni per colmare il gap in vista del Roland Garros
“Nel complesso è stato un buon torneo”. Jannik Sinner riassume così le due settimane a Roma che, al rientro dal caso clostebol, hanno portato il n.1 del mondo a fare finale contro Alcaraz. A vincere, però, è stato lo spagnolo, dimostrando di essere lui il più forte sulla terra rossa. Lorenzo Musetti lo aveva detto non appena eliminato proprio per mano di Carlos. “Se in forma, sul rosso è il migliore, più forte anche di Jannik”. Aveva ragione, anche se l’altoatesino degli alibi li ha, come quello delle poche partite disputate prima di arrivare al test finale contro Alcaraz. “Mi sono mancate un po’ di gare e l’abitudine a giocare punti che altre volte non sbaglio”, le parole di Sinner dopo la finale persa a Roma. Un ko che definisce comunque una “buona lezione in vista di Parigi”, dove tra una settimana scatterà il secondo slam della stagione, il Roland Garros. Da difendere ci sono i punti conquistati fino in semifinale, quando a sbattere fuori il n.1 del mondo fu sempre Alcaraz. Una gara in cinque set che ha mostrato comunque tanti miglioramenti da parte di Jannik su una superficie che non ama, ma anche come lo spagnolo in quelle condizioni abbia ancora qualcosa in più.
Sinner, l’avvicinamento al Roland Garros
Come detto dunque ci saranno sette giorni per migliorare una condizione che comunque ha superato le aspettative sia di Sinner che del suo team vista l’inattività forzata per tre mesi. “Dobbiamo lavorare sui dettagli, piccole cose che fanno la differenza”, spiega l’azzurro dopo la finale con Carlos. Tra questi i movimenti, meno sciolti di quelli del rivale, ma non solo. Anche a livello tecnico, oggi, Alcaraz è più completo e con più soluzioni rispetto a Jannik. Ad ammetterlo è stato lo stesso tennista italiano che di tempo a disposizione non ne avrà molto per recuperare il gap. Per questo, al di là della settimana di lavoro prima di Parigi, diventeranno fondamentali i primi turni del Roland Garros per testare e sperimentare tutto quello che non riuscirà a fare in allenamento. Tra le novità, intanto, c’è il gps con il quale Sinner si allena e gioca. Lo tiene sotto la maglietta e serve monitorare tutti i suoi parametri per capire le risposte del fisico. Ad oggi sono buone, fatta eccezione del secondo set in finale contro Alcaraz. Dove l’intensità dell’altoatesino è calata. In Francia, poi, da teste di serie n.1 e 2 si potranno incontrare nuovamente solo in finale. Per un ultimo atto che sperano tutti.
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