De Minaur e l'ossessione per Sinner: "Non mi piace perdere, ma lui..."

L'australiano non ha mai battuto il tennista azzurro, con un pesantissimo bilancio di 13 sconfitte: "È incredibile, sembra che niente lo colpisce mentalmente"

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Pubblicato il 08.12.2025, 13:46

LONDRA - Alex De Minaur ha trionfato nuovamente al UTS Grand Final di Londra, riconfermandosi dopo il successo dello scorso anno. L'australiano ha vinto il torneo d'esibizione dal format unico nel mondo del tennis, basato su frazioni di gioco a tempo. L'esibizione è stata anche l'occasione per De Minaur per parlare della stagione appena conclusa e tirare le somme sui suoi risultati, parlando anche della sua rivalità con Jannik Sinner.

De Minaur su Sinner: "Niente lo colpisce mentalmente, è incredibile"

De Minaur, infatti, non ha ancora mai battuto Sinner, con un pesantissimo record di 13 sconfitte e 0 vittorie contro il numero due del mondo. Un bilancio, però, che non lo infastidisce e anzi lo porta ad ammirare ed elogiare Sinner: "Una delle sue qualità più grandi è il suo livello di gioco: giorno dopo giorno non cambia mai. È impressionante dal punto di vista tennistico e anche mentale. Quest’anno è successo di tutto e niente lo ha mai colpito mentalmente. Al Roland Garros era avanti, ha avuto tre match point ed è stato sconfitto. È stata una partita incredibile, e poi è riuscito a riprendersi e a battere Carlos Alcaraz nella finale di Wimbledon. È straordinario riuscire a tornare dopo una delusione del genere e giocare come ha fatto a Wimbledon".

De Minaur sfida Sinner e Alcaraz: "Ecco cosa dobbiamo fare"

È quasi come se i momenti difficili non lo toccassero. Gli rimbalzano addosso, e la settimana dopo è di nuovo al massimo: è ammirevole". De Minaur, però, non vuole arrendersi al duopolio Sinner-Alcaraz, e promette battaglia: "Per affrontarli bisogna giocare un sacco di buon tennis dal primo all’ultimo punto. Questo è il mio obiettivo. Loro sono al vertice del nostro sport, dominano da un paio d’anni e l’obiettivo è continuare a migliorare e rendere loro la vita difficile. Non è affatto semplice, ma alla fine non vogliamo sempre vedere gli stessi due ragazzi vincere tutti i grandi tornei. Non mi piace perdere: dobbiamo tutti cercare di alzare il nostro livello per competere con questi due grandi giocatori".

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