Pagina 2 | Sinner in difficoltà con Michelsen, le due frasi decisive di Vagnozzi per cambiare l'incontro

Jannik in certi momenti sembrava subire troppo l'esuberanza del giovane americano, ieri in stato di grazia. Così il suo box lo ha aiutato a cambiare il match e vincere

L'importanza del team per Sinner si è vista ieri. Quando Jannik ha affrontato le prime difficoltà a Miami in un match più duro del previsto con l'americano Michelsen, dopo due turni piuttosto agevoli con Dzumhur e Moutet. La sfrontatezza e l'energia della giovane stella statunitense hanno sorpreso il numero due al mondo, che non era in una delle sue giornate migliori. E proprio nel momento più difficile, per Sinner è stato importante l'aiuto del suo box. Cahill si alzava spesso in piedi per applaudire e incoraggiare Jannik. Vagnozzi, che dopo un breve periodo di riposo è arrivato a Miami qualche giorno dopo gli altri, continuava a dargli indicazioni tecniche per trovare contromisure al gioco di Michelsen.

Le prima frase di Vagnozzi a Sinner

In particolare due frasi di Vagnozzi, sono state catturate dai microfoni a bordo campo. Una nel primo set, sul 4-4: non c'era stata ancora nessuna palla break. Anzi Michelsen nei primi tre game al servizio aveva lasciato Sinner a zero, ma poi aveva cominciato a concedere qualcosa. Jannik era riuscito in più occasioni ad andare avanti ma poi non era riuscito a concretizzare. In avvio del nono game Vagnozzi dice a Sinner: "Vai con le gambe, non troppo indietro sulla seconda. Due passi, non tre". Un'indicazione che serve a Jannik a conquistare le prime tre palle break del match, portandosi 0-40. Peccato che poi il tennista italiano non sia riuscito a concretizzarle; nemmeno una quarta ottenuta ai vantaggi. Il break arriverà al successivo game al servizio di Michelsen, e vale il 6-5.

Leggi nella pagina successiva la seconda frase di Vagnozzi a Sinner


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Il secondo consiglio per Sinner del suo coach: "Spingi tu!"

La seconda importante indicazione di Vagnozzi arriva sul 2-2 nel secondo set. Sul servizio di Michelsen, Sinner era in difficoltà, perché l'americano stava spingendo al massimo, non aveva nulla da perdere. Il coach forse lo ha visto un po' alle corde allora gli ha chiesto di reagire: "Spingi tu - gli ha detto - non fa niente se sbagli, però prova tu!". Sinner lo ha guardato non troppo convinto e ha sparato due rovesci a rete. Poi però ha iniziato a essere più aggressivo, anche se non è bastato per prendersi il break. È il momento più difficile per Jannik che subisce il primo break del torneo ed è veramente in difficoltà. In quel momento ad aiutarlo ci si mette la buona sorte che fa arrivare il sole in quel momento proprio nella fetta di campo dove deve servire Michelsen, anche se Sinner non riesce ad approfittarne. Alla fine comunque, aiutato dal suo box e da un servizio ritrovato, si prende il controbreak e con un tie vinto con grande freddezza porta a casa l'incontro. Jannik è stato a un passo dal concedere il set, ma alla fine ha vinto e quando ha realizzato un bel punto si è portato il dito all'orecchio per sentire il conforto del pubblico. Non lo fa spesso, ma ieri aveva bisogno anche di quello. Ora sfiderà ai quarti un altro americano, Tiafoe: l'asticella si alza ancora. 


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Il secondo consiglio per Sinner del suo coach: "Spingi tu!"

La seconda importante indicazione di Vagnozzi arriva sul 2-2 nel secondo set. Sul servizio di Michelsen, Sinner era in difficoltà, perché l'americano stava spingendo al massimo, non aveva nulla da perdere. Il coach forse lo ha visto un po' alle corde allora gli ha chiesto di reagire: "Spingi tu - gli ha detto - non fa niente se sbagli, però prova tu!". Sinner lo ha guardato non troppo convinto e ha sparato due rovesci a rete. Poi però ha iniziato a essere più aggressivo, anche se non è bastato per prendersi il break. È il momento più difficile per Jannik che subisce il primo break del torneo ed è veramente in difficoltà. In quel momento ad aiutarlo ci si mette la buona sorte che fa arrivare il sole in quel momento proprio nella fetta di campo dove deve servire Michelsen, anche se Sinner non riesce ad approfittarne. Alla fine comunque, aiutato dal suo box e da un servizio ritrovato, si prende il controbreak e con un tie vinto con grande freddezza porta a casa l'incontro. Jannik è stato a un passo dal concedere il set, ma alla fine ha vinto e quando ha realizzato un bel punto si è portato il dito all'orecchio per sentire il conforto del pubblico. Non lo fa spesso, ma ieri aveva bisogno anche di quello. Ora sfiderà ai quarti un altro americano, Tiafoe: l'asticella si alza ancora. 


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