"Non sa soffrire come Alcaraz, è palese". Sinner finisce nel mirino di Mouratoglou
Il Roland Garros si appresta a giungere al termine e incoronare un nuovo campione, tuttavia uno dei temi che continua a tenere banco è l'uscita prematura di Jannik Sinner. Eliminato al secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo in un match che aveva praticamente vinto prima che accusasse un malessere, l'azzurro ha dovuto rimandare l'appuntamento con il titolo a Parigi, unico Slam che non ha ancora vinto. Chi ha invece trionfato due volte nell'Open di Francia è stato Carlos Alcaraz, ma anche lui non è stato tra i protagonisti di quest'edizione a causa di un infortunio al polso destro che lo ha costretto a dare forfait. Dopo 9 Major consecutivi vinti da Sinner e Alcaraz, dunque, un nuovo giocatore scriverà il proprio nome dell'albo d'oro. E secondo Patrick Mouratoglou potrebbe non essere un caso isolato perché Jannik ha un limite a suo dire.
Mouratoglou spiega la differenza tra Sinner e Alcaraz
“E se il vero gap tra Jannik e Carlos non fosse fisico bensì mentale?". A chiederselo, sui propri canali social, è stato Patrick Mouratoglou, il quale ha poi snocciolato una serie di statistiche: "Negli incontri durati oltre 3 ore e 50 minuti, Sinner ha un bilancio di 0-9, mentre Alcaraz di 15-1. Jannik è abituato a dominare rapidamente, vincendo l’88% dei suoi match senza perdere set. Alcaraz lo fa invece nel 70% dei casi. A differenza dell'italiano lotta, si adatta e trova soluzioni“. Il coach francese ha poi approfondito il divario tra i due giocatori: "Alcaraz è abituato a soffrire e sa adattarsi sotto pressione. Al contrario, Sinner non è messo alla prova allo stesso modo. Di conseguenza c'è la possibilità che si insinuino dei dubbi". Infine, ha concluso con una domanda: "Nelle difficoltà di chi bisogna fidarsi di più: di chi gioca con facilità o di chi riesce sempre a trovare una soluzione?