Nel giardino di Jannik
È il primo appuntamento con lo Slam. Suona strano per il numero uno del mondo, ma in questo 2026 Sinner ha infilato successi in serie nei Masters 1000 e nessuna finale nei tornei più importanti del circuito: eliminato da Djokovic in semifinale in Australia, in debito di energie a Parigi e battuto da Cerundolo al secondo turno. Wimbledon ancora una volta arriva al momento giusto. L’anno scorso è servito per superarare la sconfitta del Roland Garros con Alcaraz, malgrado i tre match point a favore. Oggi può regalare a Jannik il primo Major della stagione, il quinto della carriera, e archiviare di nuovo la delusione di Parigi.
Sinner a caccia del bis a Wimbledon: in finale c'è Zverev
A guardare le statistiche, Zverev non ha scampo: 9 sconfitte di fila contro l’azzurro, incoronato l’altro giorno da Djokovic («Ho perso contro il migliore, impossibile attaccare la sua prima, è di uno o due livelli sopra il mio»). Ma tra i due è il primo confronto sull’erba e Sascha serve benissimo. In più vincere Parigi lo ha cambiato, di sicuro non in peggio. La versione di Sinner l’abbiamo vista: avvio di torneo con qualche patema dopo un lungo (per lui) periodo di riposo, la sensibilità da ritrovare sull’erba che quest’anno non aveva mai provato prima (si sono viste anche palle corte finite a metà campo nei primi turni) il crescendo di forma un turno dopo l’altro fino al percorso netto contro Nole. Si è gestito come solo i grandi sanno fare, soprattutto in un torneo di due settimane: al massimo della forma quando serve e quando il livello degli avversari cresce.
Jannik può fare la storia sull'erba londinese
Fuori Alcaraz, al momento Zverev (salito al numero 2 del mondo) è l’avversario più forte che c’è in circolazione ma la sensazione è che tutto dipenderà da Sinner. Dalla sua capacità di dare il meglio nei momenti più difficili, di restare in partita dall’inizio alla fine, di voler bissare il successo nell’anno scorso, in un torneo sempre più italiano, dopo la strada aperta da Berrettini, in finale con Djokovic nel 2021. In un mondo che riconosce solo gli estremi, si potrebbe dire che il vero Sinner è già tornato e manca solo l’atto finale. In realtà non è mai andato via, ha avuto bisogno di un pit stop dopo la giostra dei 1000 che forse non fanno un Roland Garros ma restano comunque storia. Che Sinner - comunque vada oggi - sta scrivendo un torneo dopo l’altro.
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