Sinner agli Us Open può centrare un altro record: come sta e il programma verso gli Usa
C’è sempre una prima volta, anche per Sinner. Dopo il forfait a Cincinnati la testa è tutta proiettata sugli Us Open, con l’obiettivo di riuscire dove finora non è mai riuscito nessuno. Vincere lo Slam a New York senza aver partecipato almeno a uno dei due Masters 1000 precedenti (Montreal e Cincinnati). Sicuramente può farcela, lo ha dimostrato anche a Wimbledon trionfando senza aver giocato tornei preparatori sull’erba. Ripetersi negli Usa, sul cemento che è la sua superficie preferita, in teoria potrebbe essere ancora più facile. L’unica grande incognita è la condizione fisica in cui ci arriverà. Il ginocchio destro non desta al momento particolari preoccupazioni visto che ci sono tre settimane per curarsi e prepararsi al meglio, ma va gestito con la massima attenzione. Sinner continuerà la fisioterapia al JMedical in questi giorni.
Sinner e la scelta di saltare Cincinnati
Jannik ha deciso di saltare Cincinnati insieme con il suo team per curarsi bene, saggiamente ha scelto la linea della prudenza. L’infiammazione c’è, ma è ancora gestibile: lo hanno dimostrato gli allenamenti ad alta intensità che ha effettuato il numero uno al mondo pochi giorni fa. Rischiare però non serve a nulla. Sinner ha messo sul piatto della bilancia tutti i pro e i contro, si è confrontato con lo staff, con i medici, e poi ha deciso. La sua ormai è una stagione a due facce. Tra marzo e maggio ha fatto incetta di Masters 1000, vincendone cinque di fila: Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid, Roma. Il suo corpo però ha chiesto il conto al Roland Garros, che era il suo vero obiettivo dichiarato. Dopo l’eliminazione al secondo turno con Juan Manuel Cerundolo è cambiato tutto, come una sliding doors.
Programmazione oculata e priorità agli Slam
Programmazione oculata e priorità assoluta agli Slam. Dopo Roland Garros, Wimbledon, gli Us Open: sono gli unici tornei che Jannik ha messo nella sua agenda da maggio a settembre. Un inedito assoluto: negli Usa il tennista italiano arriverebbe con solo sette partite vere nelle gambe in tre mesi, quelle del trionfo londinese. L'ultimo match giocato il 12 luglio (la finale con Zverev), quindi più di un mese e mezzo senza competere. Un fattore che è stato sicuramente messo in conto e che può creare qualche problema soprattutto nei primi turni. Però il fastidio al ginocchio Jannik non vuole giustamente trascurarlo, in più giocare in Ohio adesso un torneo dispendioso anche per il caldo estremo e l’umidità, sarebbe un ulteriore rischio troppo alto. Non va dimenticato che l’anno scorso Sinner fu costretto al ritiro dopo soli 23’ sotto 5-0 in finale con Alcaraz. Dopo le cure al JMedical, il numero uno al mondo se starà bene volerà direttamente a New York per preparare lo Slam americano.
Anche Alcaraz sceglie la via della prudenza
A proposito, anche Carlitos sta scegliendo la linea della prudenza. La sua è una storia completamente diversa: è fermo ai box ormai da quattro mesi per un infortunio al polso destro, in via di guarigione. Non è ancora pronto per tornare in campo, ma la linea è sempre stata chiara: non affrettare i tempi, prudenza massima. Lo spagnolo è a rischio anche per lo Us Open, e tornerà in campo solo quando il polso non gli darà più problemi. Al momento non c'è nemmeno una presunta data di rientro. Lo spagnolo comunque è deciso a non correre rischi, a costo di perdere anche tanti punti nella corsa al primo posto con Sinner, che oggi festeggia 84 settimane in vetta ed è sicuro di rimanerci anche dopo gli Us Open e sicuramente fino al torneo di Pechino, a ottobre. La storia è ancora lunga, ma gli amanti del tennis e i tifosi cominciano a essere impazienti: nel 2026 hanno potuto vedere solo una finale tra Sinner e Alcaraz, quella a Montecarlo vinta da Jannik.
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