Perché Djokovic può battere Alcaraz: i tre motivi che fanno ben sperare il serbo in vista della semifinale
C’è un numero che da un bel po’ di tempo toglie il sonno a Novak Djokovic: è il 25. Non è un numero casuale, né uno di quelli che ti giochi al lotto dopo averlo pescato durante un sogno. Il 25 in questione chiuderebbe il cerchio di una carriera straordinaria ma, proprio per il valore che ha, risulta quello più difficile da raggiungere. La storia leggendaria di Nole recita 24 Slam vinti in carriera. Tanti, tantissimi. Ma a lui non basta, altrimenti che campione sarebbe.
Agli Us Open Djokovic ci è arrivato tirato a lucido. La sua programmazione stagionale ormai tocca solo gli Slam e qualche 1000, questo perché il serbo non pensa più alla classifica (con Sinner e Alcaraz, del resto, sarebbe inutile). A Djokovic è rimasta quell’ossessione da sistemare, quel titolo numero 25 da prendere a qualsiasi costo.
Perché Djokovic potrebbe battere lo spagnolo
E così eccolo, Nole, di nuovo in semifinale per la quarta volta quest’anno. Il suo corpo di 38 anni non ha più quella elasticità, quella velocità e quella reattività che erano quasi aliene. Però reagisce ancora bene. E poi c’è la testa. Quella sì che è rimasta la stessa. E Nole proprio a quella farà affidamento quando tra due giorni cercherà di compiere l’ennesima impresa di una carriera da consegnare alla storia del tennis. Lui in conferenza stampa l’ha detto: “Sono qui per provare a cambiare un racconto che sembra già scritto”. Ovvero l’ennesima finale tra Sinner e Alcaraz. A rompere le uova nel paniere c’è rimasto solo lui (con tutto il rispetto verso Musetti, Aliassime e De Minaur). E allora andiamo a vedere tre buoni motivi per i quali Djokovic potrebbe battere il favorito Alcaraz in semifinale agli Us Open.
1) Esperienza da vendere, intelligenza superiore
Djokovic ha una capacità che pochi altri hanno: nell’era di un tennis buono in cui i tennisti sono tutti amici, lui in campo sa innervosire l’avversario come pochi altri. Dove non arriva (più) con il fisico, il serbo ci prova con l’astuzia. E quindi via al medical timeout, alle smorfie, alle polemiche con gli arbitri, ai nemici da cercare sugli spalti. Il tutto con un unico fine: rendere il meno agevole possibile la serata dell’avversario. Alcaraz è ancora giovane e potrebbe, nonostante l’esperienza accumulata, patire lo show di Djokovic. Lo spagnolo è una macchina da guerra e quando si accende va come un missile. Però lungo la partita potrebbe avere dei momenti di blackout ed è proprio lì che l’esperienza di Nole potrebbe risultare decisiva.
Djokovic, tra l’altro, avrà la necessità di accorciare il più possibile il match: più si va avanti e più la freschezza atletica di Carlos potrebbe risultare decisiva. In questo senso i due giorni di riposo per Novak dopo le tre ore e mezza di battaglia contro Taylor Fritz sono come ossigeno su Marte.
2) I precedenti premiamo Nole
Nella sua testa Djokovic preferisce giocare contro Alcaraz che contro Sinner. Il motivo è semplice: Jannik ha un gioco più simile al suo, solo che lo fa al doppio della velocità ormai. Carlos invece sembra avere un tipo di tennis che meglio si adatta alle caratteristiche del serbo che, infatti, ha vinto 5 degli ultimi 8 incontri disputati contro il numero due al mondo. Il serbo, tra l’altro, ha portato a casa gli ultimi due incontri, ovvero agli Australian Open dello scorso gennaio e nella finale olimpica della scorsa estate sul rosso di Parigi.
3) L'ultima chance in carriera e il fattore campo
Se è vero che Carlos Alcaraz piace molto al pubblico pagante, di sicuro Novak non è da meno. L’amore che gli amanti del tennis dimostrano nei confronti dell’ultimo sopravvissuto dei Big 4 è impressionante e sarà sicuramente superiore alla stima nei confronti dello spagnolo, da sempre molto furbo nell’accaparrarsi in campo le simpatie del pubblico. La leggenda contro il fuoriclasse: il centrale Arthur Ashe sarà diviso a metà ma se la partita si indirizzerà in un certo modo, il tifo potrebbe pendere dalla parte di Djokovic, alla sua - probabilmente - ultima vera occasione di vincere uno Slam in carriera. Questi aspetti, solo apparentemente romantici, sono fondamentali per indirizzare gli umori della gente in tribuna. E Nole questo lo sa perfettamente.
