Wimbledon, show azzurro: Sinner glaciale e il ritorno di Berrettini

L'analisi del derby azzurro a Londra: la freddezza del numero uno al mondo e le consapevolezze del finalista nel 2021
Marco Di Nardo
5 min

Il campo di tennis più prestigioso del mondo, con il numero 1 del mondo opposto a uno dei rivali che nessuno vorrebbe affrontare sull’erba. La sfida tra Jannik Sinner e Matteo Berrettini sul Centre Court di Wimbledon ha regalato emozioni a non finire e uno spettacolo degno di una finale. Solo gli infortuni e il conseguente crollo in classifica di Matteo, oltre a un sorteggio beffardo, hanno fatto sì che questo match valesse soltanto l’accesso al terzo turno dei Championships. Il pubblico avrà certamente apprezzato, perché assistere a un match così bello nel terzo giorno del torneo è un evento più unico che raro. L’unico peccato è che uno dei due protagonisti sia stato costretto ad abbandonare i suoi sogni così presto.

Un Sinner di ghiaccio

La battaglia tra l’attuale leader ATP e il finalista dell’edizione 2021 è andata all’altoatesino. Sinner ha vinto con il punteggio di 7-6(3) 7-6(4) 2-6 7-6(4) in 3 ore e 42 minuti di tennis incredibile, in cui a fare la differenza è stata la capacità di Jannik di innalzare il livello nei tre tie-break che hanno di fatto deciso l’intera contesa. A nulla è servita l’ottima percentuale di prime in campo di Berrettini, perché nelle fasi cruciali Sinner è stato il più freddo tra i due e ha confermato di essere (alla pari di Djokovic) il miglior ribattitore al mondo, neutralizzando il devastante servizio del romano e andandosi a prendere i punti più importanti del match. L’allievo dei coach Simone Vagnozzi e Darren Cahill ha così mantenuto la sua imbattibilità nei confronti diretti con i suoi connazionali disputati a livello di tabellone principale del circuito maggiore (14 vittorie e nessuna sconfitta); l’ultima sconfitta contro un italiano resta quella subita nel primo turno delle qualificazioni di Cincinnati 2020 (torneo che su in realtà fu disputato a New York), quando Jannik fu battuto da Salvatore Caruso (5-7 6-4 6-2).

Berrettini-Sinner: i numeri

Nonostante la sconfitta, Berrettini esce dal campo con la consapevolezza di aver espresso un tennis da top 10, come confermano anche alcuni dati statistici. Nel 2024 Sinner non era mai uscito dal campo avendo ceduto il set terminato con il punteggio più largo all’interno di un suo match, indipendentemente dall’esito finale (vittoria/sconfitta). Inoltre, per la prima volta in carriera Jannik ha vinto un match di uno Slam avendo conquistato in totale un numero di game inferiore a quello del suo avversario. Matteo ha concluso il match con 24 game vinti contro i 23 dell’altoatesino, eppure ha perso. Una situazione che ci riporta indietro nel tempo, a quella famosa finale del 2009 in cui Andy Roddick conquistò più game rispetto a Roger Federer (39 a 38), ma fu sconfitto al quinto set: anche in quel caso furono i tie-break (secondo e terzo set) a fare la differenza in favore del vincitore.

Solo i migliori battono Berrettini

Ancora una volta, c’è stato bisogno di un fuoriclasse per eliminare Berrettini dal torneo di Wimbledon. A partire dal 2019, l’attuale allievo di Francisco Roig è stato sconfitto ai Championships solo da Roger Federer, all’epoca numero 3 del mondo, e da tre giocatori che al momento dell’incontro erano in vetta alla classifica ATP: Novak Djokovic (2021), Carlos Alcaraz (2023) e Jannik Sinner (2024). E quelli che lo hanno battuto hanno poi sempre vinto il titolo, con l’eccezione di Roger Federer, che nel 2019 arrivò comunque a un solo punto dal trionfo (due championship point consecutivi nella finale contro Djokovic). Berrettini ha vinto le ultime 13 partite giocate in questo torneo contro tennisti classificati fuori dalla top 3, dato che fa capire quale sia il suo livello su questi campi.

La consapevolezza di Berrettini

Viene quasi da ridere se si pensa che prima dell’inizio della stagione sull’erba del 2019, Matteo si considerasse un giocatore poco adatto al tennis su questa superficie. Sui social network, il tennista romano aveva postato una foto insieme a Philipp Kohlschreiber, sottolineando come il tedesco fosse molto più felice di lui di iniziare la parte di stagione sui prati. Oggi, Berrettini è consapevole di essere uno dei migliori tennisti del mondo in queste condizioni, e la partita contro Sinner è un’ulteriore conferma delle due capacità. Se Matteo riuscirà a giocare con più continuità, tornerà presto nelle posizioni di classifica che gli competono. Tra un anno, ci aspettiamo di vederlo di nuovo tra le teste di serie a Wimbledon. E la storia potrebbe essere completamente diversa.

 

 


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