Panatta estasiato da Fognini: “Uno cosí…”. Poi distrugge Tsitsipas e Rune

L'ex fenomeno del tennis azzurro: "Fabio ha dato una lezione di tennis a Carlos. Tutte queste teste di serie subito fuori? Ormai sono in fase calante. Piuttosto occhio a Cobolli"

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Pubblicato il 02.07.2025, 20:41 (Aggiornato il 02.07.2025, 22:03)

"Oggi dobbiamo parlare di Fognini perché io ho goduto come un pazzo a vedere la partita con Alcaraz". Parole e musica di Adriano Panattta, non esattamente uno di passaggio. La leggenda del tennis italiano ha commentato insieme al 'compare' Paolo Bertolucci la bellissima partita andata in scena nel primo turno sull'erba londinese di Wimbledon tra l'azzurro (ripescato all'ultimo) e il numero due al mondo. Tra di loro 16 anni di differenza. "Mi sono divertito molto e quando dicono che la risposta di diritto in chop o il taglio sotto non si può più fare nel tennis così veloce di oggi mi viene da ridere: Fabio ha dimostrato che si può ancora giocare così sull’erba. Certo, la mano di Fognini ce l’hanno in due o tre nel circuito mondiale ma Fabio ha fatto vedere come si gioca a tennis per davvero e per questo gli faccio i complimento. Ho notato che Alcaraz a un certo punto era addirittura in soggezione tecnica perché ha trovato di fronte uno che giocava meglio di lui. Guarda che la mano di Fognini è migliore di quella di Alcaraz, eh! Fabio gioca un tennis meno violento e più ragionato, un tennis di altri tempi. E ricordiamoci che ha 38 anni. Magnifico!", ha detto Panatta nel podcast "La telefonata" che porta avanti da parecchio tempo insieme allo stesso Bertolucci, ex compagno di doppio. 

Panatta e la sentenza su Medvedev, Tsitsipas e Zverev

Bertolucci e Panatta hanno parlato anche dell'avvio di Wimbledon che ha visto una strage di teste di serie. "Parlano tutti di questo terremoto ma la verità è che io tutta questa sorpresa non la vedo. Medvedev, Tsitsipas, Zverev e Shapovalov ormai sono lontani parenti dei campioni che erano e sono nella fase calante della loro carriera. L’erba tra l'altro è una superficie che ti dà meno margine di recupero, soprattutto per i tennisti più forti: a Wimbledon è sempre stato così. Questi giocatori disputano pochissime partite durante l’anno al meglio dei cinque set e si sa che su questa lunghezza è tutto un altro sport".

L'amarezza di Panatta per le eliminazioni premature di Musetti e Berrettini

Una battuta anche su Musetti e Berrettini: "Spiace tanto per Musetti che purtroppo era poco in condizione e poi non stava bene con questa influenza che ha avuto. Anche Berrettini non era pronto. Io dopo il primo game del quinto set ho detto a mia moglie: “È finita la partita”. Si vedeva chiaramente dall’atteggiamento che aveva Matteo in campo, era rassegnato. Cobolli? Mi piace tanto perché lui  sta lì e gioca, corre, lotta e non la dà vinta a nessuno. Se lo batti è perché sei un top 20. Flavio si muove sul campo come i primi 5 al mondo, eh. Occhio a Flavio", ha concluso Panatta.