La magia di Wimbledon: sapete tutte le regole che durano da decenni? Ecco quelle da non perdere
Tutti i campi e anche il dietro le quinte: lo spettatore del 2026 deve avere mille occhi. Non basta più guardare il punteggio, non è più sufficiente seguire il tabellone. Heat Rule, toilet break, warning, medical time-out: sono solo alcuni dei termini con cui anche l’appassionato più sprovveduto si è dovuto confrontare almeno una volta. L’Italia, in questo senso, è un caso ancora più estremo. Un Paese in preda al boom di uno sport dove ogni grande evento può avere le sue regole, e dove ogni Slam finisce per generare i suoi casi, dentro e fuori dal campo. Per questo, dopo Australian Open e Roland Garros, sarebbe ingenuo pensare che Wimbledon possa fare eccezione. Intanto gli organizzatori hanno deciso di giocare d’anticipo su una polemica nata a Melbourne: hanno comunicato ai giocatori dove saranno posizionate le telecamere extra-campo. Spogliatoi, palestra, ristorante, campi di allenamento e qualche altra location. L’obiettivo? Evitare un altro caso Gauff, campionessa americana ripresa mentre distruggeva una racchetta, convinta però di essere sola. Se è certo che tutti saranno vestiti di bianco, proviamo a chiarire le altre leggi di Wimbledon: dall’attivazione della Heat Rule fino al perché del tetto chiuso anche se non piove.
Heat Rule: l’a llarme scatta se si arriva 30.1ºC
Ogni torneo ha la sua. Da quella definita dell’Australian Open a quella quasi impossibile da attivare del Roland Garros, fino alla versione introdotta dall’ATP: la Heat Rule è uno dei temi più discussi dell’ultimo anno, dopo che il caldo ha decimato giocatori a Cincinnati e Shanghai. C’è poca uniformità e molta confusione. Sull’erba londinese la regola scatta quando l’Heat Stress Index raggiunge 30.1°C. Si tratta di un indice calcolato in tempo reale dalla stazione meteorologica del torneo, che combina caldo e umidità. Le misurazioni avvengono 30’ prima del primo match, poi alle 14 e alle 17. Se il valore supera la soglia, si può attivare la regola che fa scattare 10’ di pausa: per le donne tra 2° e 3° set, per gli uomini tra 3° e 4°. Si può restare in campo, raggiungere la zona indoor più vicina, fare una doccia, un taping o un coaching. Vietato invece ricevere trattamenti medici o consultare dispositivi elettronici.
Il tetto: due campi coperti: si chiude se piove
I campi con copertura retrattile a Wimbledon sono due: il Centrale e Campo 1. Il principio è che si tratta di un torneo outdoor: se non piove si gioca all’aperto e il tetto si chiude solo quando scende la notte. 45’ prima del primo match si decide se partire con il tetto aperto o chiuso. Se durante una partita piove, si coprono prima i campi con i teli per far bagnare il meno possibile l’erba, poi si chiude il tetto e al rientro in campo i due giocatori svolgeranno un warm-up. Perché nonostante il tetto si chiuda in soli 10’, ce ne vogliono tra i 20 e i 45 per ripristinare l’umidità che permetta di giocare sull’erba asciutta. Copertura o no, il gioco andrà fermato entro le 23, se non prima quando necessario (esempio la fine di un set alle 22.50). Questo per via dello storico “coprifuoco” dettato dalla municipalità di Wimbledon per limitare i disagi agli abitanti. Le partite che riprenderanno il giorno dopo lo faranno con il tetto aperto.
Whoop: è consentito, ma solo in bianco
Uno dei casi inaspettati dell’ultimo Australian Open è legato all’insolita scena di Carlos Alcaraz, allora numero 1 del mondo, costretto dall’arbitro a togliersi il braccialetto Whoop a causa delle regole sulla trasmissione di dati. Già a Parigi l’uso dei dispositivi indossabili che monitorano i dati dell’atleta era stato regolamentato. A Wimbledon il dispositivo è consentito, ma prima di tutto dovrà essere completamente bianco, per non violare il rigido dress code. Se fosse di un altro colore, sarà sufficiente nasconderlo sotto il polsino. La regola del bianco vale anche per i gilet Catapult - utilizzati anch’essi per monitorare dati fisici - che inoltre non dovranno mostrare loghi visibili. I gioielli, compreso il tecnologico Oura Ring, possono essere invece di qualsiasi colore.
Abbigliamento: dress code solo in bianco
A Wimbledon si gioca vestiti di bianco, questo è ovvio. Ma la regola va ben oltre il match: si estende agli allenamenti e ai momenti cerimoniali. Caso scuola quello di Nick Kyrgios, multato dopo la premiazione del 2022 per aver indossato un cappellino rosso. I completi devono essere quasi interamente bianchi, concessi dei bordini colorati di massimo 1 centimetro (stessa regola per cappelli, fasce e polsini). Quando si parla di bianco non sono considerati conformi il panna, il bianco sporco o pattern particolari. Gli indumenti intimi visibili devono essere anch’essi bianchi, così come i supporti medici, a meno che non sia approvato diversamente dal referee. Non fanno eccezione le scarpe, che devono avere suola e lacci bianchi e, trattandosi di calzature specifiche per l’erba, devono essere approvate dal Grand Slam Board almeno 90 giorni prima del torneo. l.e.
