Mazzocchi: "Con il "Processo" toglieremo la censura dal calcio"
Il comunicato Rai era di per sé chiaro: "Il lunedì, torna il rito del Processo, intorno alle 23.30. “Il Processo al 90°” sarà condotto da due storici volti di Raisport: Paola Ferrari e Marco Mazzocchi. Guideranno, su Rai Due, una squadra affiatata e rinnovata, sia nei social sia nelle analisi dei numeri: da Massimo Tecca all’ex arbitro Stefano Bergonzi, da Marco Tardelli alla new entry Sofia Oranges. Arbitraggi, tifoserie scalmanate, società contro, panchine bollenti. Tutto condito da un pubblico in studio. “Condurre una trasmissione che ha fatto la storia della tv italiana è un immenso onore”, dicono Ferrari e Mazzocchi. “Proveremo ad essere la voce dei tifosi, una voce che da troppo tempo in molti non ascoltano più”. Proprio con Marco Mazzocchi, storico volto Rai, siamo allora entrati nel dettaglio di quella che sarà la trasmissione in onda da questa sera. Prima, però, un paio di domande sul campionato.
Chi vincerà lo scudetto?
"Troppo presto per dirlo, manca ancora qualche giorno alla fine del mercato. Posso dire, però, che per me non lo vinceranno il Milan, credo la Juve, la Lazio o la Fiorentina. Penso che sarà una sfida a due tra Inter e Napoli".
E la sorpresa del campionato?
"La Roma di Gasperini, se manterrà quanto fatto vedere in questa prima giornata, e se arriverà qualche buon innesto, potrebbe esserlo".
Campionato a mercato aperto: cosa ne pensa? Italiano è stato durissimo.
"Anche io credo sia una follia. Ma visto che tutti ne parlano e nessuno fa niente... Evidentemente va bene così, c'è a chi piace avere le mani legate".
Tutto pronto per il debutto?
"Pronti e carichi. Le prime due puntate iniziano alle 23, poi si va alle 23.40. La trasmissione durerà circa 90', c'è voglia di fare bene".
Le principali novità?
"Mi aspetto di fare un po’ di casino e di tornare a parlare di calcio in maniera pop. Le piattaforme fanno parlare opinionisti ed ex giocatori, noi vogliamo una chiave diversa: parleremo del caos Milan, ad esempio, di quello che sta succedendo allo stadio. Non esiste più una curva che esulta e crediamo sia un caso da analizzare".
Potrebbe rifarsi alle storiche edizioni di "Quelli che il calcio?"
"Nell'essere pop forse sì, ma "Quelli che il calcio" viveva delle partite la domenica, adesso il campionato "spezzatino" ha ammazzato quel tipo di progetto così. Noi cercheremo di unire giornalisti e campioni di alto profilo ai tifosi perché il calcio della gente credo sia un po' censurato. Ecco, noi toglieremo la censura".
Parlerete anche di altri sport? Il riferimento è a Sinner e non solo...
"Di base no, il "Processo" sarà sul calcio. Ma è chiaro, siamo giornalisti: se Sinner tira la racchetta addosso ad Alcaraz ovviamente ne daremo conto (ride, ndr). Sto scherzando, naturalmente, ma ci tengo a ribadire che vogliamo rimettere il calcio popolare, quello della gente, al primo posto".
