MXGP 2020, una caduta all’ultima curva

Pronti a salire in sella di nuovo?
MXGP 2020, una caduta all’ultima curva

Ci stavamo preoccupando, ma alla fine anche Milestone ha dimostrato di essere “umana”. Dopo un anno, che definire fantastico è dir poco, la software milanese compie un passo falso con MXGP 2020. Il titolo dedicato al FIM Motocross World Championship non convince molto. Colpa delle numerose assenze a livello di modalità di gioco, con il comparto multigiocatore che sembra esserne il più colpito. L’impressione che il titolo sembra povero di contenuti, è la prima che si avverte.

Alla prima gara si viene fiondati subito nel mondiale, alla prima di campionato, senza nemmeno chiederci se conosciamo l’ABC della guida di una moto da cross. Per chi conosce già la serie si tratta di un ripasso delle materie principali. Chi, invece, è alla prima esperienza deve rallentare un attimo e fare qualche giro di prova. Per fare questo, oltre alle classiche gare singole, molto interessante è la modalità Playground. Gli amanti del training on the job la adoreranno. Quest’anno la location scelta è quella dei fiordi norvegesi, tra il fango e il ghiaccio delle fredde terre del nord europa. Qui potete girare liberamente, quasi come se fosse un open world, oppure affrontare le sfide disseminate lungo tutto il tracciato.

Se da un lato non impressiona, da un altro lascia a bocca aperta per via del pieno supporto al feedback aptico. L’ottimizzazione del gioco verso la nuova PS5 è una cosa voluta e cercata. Milestone, infatti, ha posticipato l’uscita del gioco sulla next-gen Sony, creando una versione su misura. Il motivo di tutto questo è da ricercare nel Dual Sense, e nella precisa volontà di volerlo sfruttare al massimo. Il risultato è che sembra quasi di avere un manubrio di una moto da cross tra le mani. Le vibrazioni del controller seguono all’unisono la situazione di gioco, simulando a livello tattile la qualità del manto stradale. Contribuiscono a questo estremo realismo anche i grilletti adattivi che si “induriscono” a seconda della velocità della moto e delle sue condizioni di guida. Questa scelta di uscire dopo, e prendersi il giusto tempo per PS5, dimostra l’intelligenza di una software house, pronta a fare il grande salto verso la consacrazione.

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