Returnal, un infernale giorno della marmotta

Vita e morte e ciclo

3 min

Pubblicato il 10.05.2021, 19:06

In Returnal il concetto di vita e di morte assumono dei contorni decisamente “arcade”. Housemarque, nei panni di first party Sony, edifica un gameplay su delle fondamenta ben salde, quella del genere “rogue”. Più roguelite che roguelike, viste le concessioni lato meccaniche di gioco, giusto per allargare il bacino d’utenza dei gamer. Nonostante questo, il gioco si presenta difficile ma al tempo stesso non troppo complesso.

Vestirete i panni di Selene Vastos, una sfortunata astronauta intrappolata in loop spazio/tempo su un pianeta ostile di nome Atropo. Qui farete a conoscenza con la flora e la fauna del posto, piuttosto aggressiva con voi. Dalla vostra parte avrete un nutrito arsenale, fatto di armi che aumentano la loro potenza nel corso della run, o se preferite, ciclo di vita. Stesso discorso vale per l’equipaggiamento, in gran parte legato ai collezionabili che raccoglierete.

Un platform mancato questo Returnal. Il level design, infatti, ricorda moltissimo la struttura di questo genere fatto di piattaforme su cui correre e saltare. Lo stesso lo fa la nostra Selene, anche se la potenza della nuova generazione rende il tutto estremamente interessante, oltre che originale. Il feedback aptico libera la sua potenza con i grilletti adattavi, i quali gestiscono “il come sparare” a un nemico.

L’obiettivo è sempre uno solo: diventare forti al punto giusto per affrontare la boss fight di bioma. Dopo ogni morte, perderete tutto l’equipaggiamento ad eccezione degli elementi chiave. Seguendo il flusso del gameplay, si arriva al cattivone di turno senza troppa fretta. L’importante è non farsi prendere dalla “frenesia da boss fight” visto che tutte le strade portano a questo evento. Conta solo in che condizioni ci arrivate, visto che sarete voi stessi a costruire quella che possiamo definire una build embrionale. Tenete sempre a mente che fine ha fatto la gatta frettolosa