Corriere dello Sport

Volley

Vedi Tutte
Volley

Pallavolo - Sirressi, orgoglio pugliese

Pallavolo - Sirressi, orgoglio pugliese

Il libero della Nazionale impegnata a Bari nel Grand Prix: «Emozionata e fiera di rappresentare la mia regione. Scudetto e Champions con la Pomì, il ritorno in azzurro: sono le più belle stagioni della mia vita. Rio 2016? Ci provo»

Sullo stesso argomento

 Leandro De Sanctis

mercoledì 15 giugno 2016 21:55

Tra la Puglia e il ruolo di libero c’è un feeling particolare. Basta ricordare le due finali scudetto di due campionati fa, quando tra uomini e donne ben tre dei quattro liberi erano nativi pugliesi: Sirressi, Sansonna, Colaci. Ora la Nazionale femminile sbarca in Puglia per il Grand Prix, due anni dopo la fantastica avventura del Mondiale e in Nazionale c’è anche una giocatrice nata in questa regione con una lunga tradizione pallavolistica.
    Immacolata Sirressi, 26 anni, di Santeramo in Colle non nasconde la soddisfazione per il ritorno a casa in maglia azzurra.
«Tenevo tanto ad esserci a Bari, giocare o non giocare non importa. Se verrò chiamata in causa risponderò. Sono emozionata, sono l’unica pugliese in Nazionale e ne vado fiera, sono orgogliosa di rappresentare la Puglia. Sicuramente saranno in tanti a tifare per me, onorerò questa maglia e la mia regione».
    Come mai tanti liberi eccellenti  pugliesi?
«Beh la Puglia non ha fisici mostruosi, gli atleti non sono molto alti ma hanno qualità tecniche. Pochi ma buoni insomma»
    Lei come  scoprì il volley?
«Mi sono avvicinata perché giocava mamma, Chiara Marsico, negli anni di Matera, prima che arrivasse Barbolini ad allenare. Fino a quando mia madre non finiva di allenarsi io ero lì in palestra, a palleggiare con il muro. Ho fatto altri sport ma la pallavolo l’avevo nel sangue ed è diventata il mio stile di vita» 
    Come si rilassa lontano dal campo?
«Mi piace tanto la lettura, mi rilassa. Mi piace andare al cinema, il caffè con le amiche. Quando ti alleni tanto non vedi l’ora di arrivare a casa, una bella cenettina. Mi piace la vita tranquilla insomma. Andai via di casa che avevo 16 anni, sono indipendente da allora» 
    A Casalmaggiore ha vissuto due stagioni fantastiche: lo scudetto, poi la Champions League, infine il ritorno in Nazionale con cui vinse Coppa del Mondo e Grand Champions Cup. Fu anche premiata come la più bella del torneo.
«Ma senza essere realmente protagonista. Questi ultimi anni sono stati i più belli della mia carriera e della mia vita, ho trovato equilibrio sto molto bene a Casalmaggiore, ho avuto l’opportunità di crescere e di raggiungere traguardi importanti. Ma ho ancora tanta voglia, tanta fame. Ogni stagione provo a far meglio. Tornare in Nazionale è un’emozione grande, emozionante e un po’strano, particolare, bello. All’Olimpiade di Rio ne vanno solo 12, non sarà facile esserci. Ci sto provando...»
    Cosa le ha fatto fare il salto di qualità?
«La tranquillità che ho trovato in me stessa, nell’ambiente che mi circonda. Voglio puntare ancora più in alto, ho tanto da migliorare ma ho la fortuna di essere allenata da tecnici preparati e bravi: sfrutterò ogni occasione»
    Chi l’ha ispirata nel suo ruolo di libero?
«La Cardullo è stata ed è uno dei liberì più forti del mondo: forse ho ancora un suo autografo in camera. Li guardo tutti: in campo internazionale ma anche in A2 e il mio secondo libero. Voglio prendere tutto quello che c’è di positivo, assorbire tutto. Lo facevo anche da piccola: guardare è importante. Perchè io le doti ce le ho, ma c’è sempre da lavorare, non si smette mai di migliorare. Diciamo che sono un po’ più forte in difesa rispetto alla ricezione. Punto a diventare un libero completo»
    Il debutto nel Grand Prix è stato molto positivo.
«Sì, una buona settimana, una gran bella tappa perchè abbiamo giocato anche contro squadroni come il Brasile, che era al completo. Ho pure giocato una partita, vincendola...»
    Olimpiade proibitiva, con quel girone così duro?
«Tosto, si. Veramente difficile ma sono sicura che con questo mix di gioventù, freschezza, esperienza, possiamo far bene. Importante l’entusiasmo, quello veramente porta lontano. Non abbiamo pressioni, l’Italia farà bene»

Articoli correlati

Commenti