Volley, che polemica: per Michieletto stagione finita, caso aperto© EPA

Volley, che polemica: per Michieletto stagione finita, caso aperto

L’annuncio ufficiale del gm di Trento Bruno Da Re. I calendari non fanno riposare gli atleti che non protestano
Pasquale Di Santillo
4 min

Le urla nel silenzio servono per provare a farsi sentire di più. Sempre ci sia qualcuno in ascolto, o almeno disposto ad ascoltare. Ma per raffigurare meglio la situazione di Trento forse sarebbe meglio rifugiarsi nel celebre dipinto “L’Urlo di Munch”, ovvero l’angoscia per una stagione, quella di Trento, che definire sfortunata è un eufemismo. Le dichiarazioni rilasciate da Bruno Da Re, gm del Trentino Volley domenica sera alla rubrica radiofonica “After Hours”, hanno infatti confermato la versione comunicata dal tecnico Mendez in Polonia dopo la vittoria nell’andata dei playoff d Champions di mercoledì scorso. Versione che di fatto lasciava intuire come la stagione di Alessandro Michieletto, il giocatore più forte del mondo, fosse pregiudicata. «Ha una frattura alla vertebra ancora aperta - ha ribadito Da Re -. E di conseguenza credo che per lui questa stagione sia ampiamente conclusa. Cammina, non ha dolori, fa tutte le sue attività, tranne quella di giocare a pallavolo». Una sorta di sentenza senza appello dopo le speranze che almeno fino ai giorni scorsi il giocatore coltivava - era sicuro di farcela per gara2 dei quarti playoff con Civitanova - dopo aver scoperto quella frattura da stress incompleta del peduncolo destro della quarta vertebra lombare a inizio febbraio, alla vigilia della Coppa Italia.

Frattura che avrebbe dovuto saldarsi in maniera naturale e che invece evidentemente deve essere ancora lì a rappresentare un pericolo per la salute sportiva dal talento azzurro. Un annuncio che riaccende i fari su una polemica da tanto tempo ignorata: quella relativa ad un calendario davvero impossibile, troppo fitto per gli atleti più importanti che devono giocare tre partite a settimana per quattro mesi per poi tuffarsi nell’intensissima attività internazionale. E qui torniamo alle urla nel silenzio. Perché sia Simone Giannelli che Angelo Lorenzetti alzatore e tecnico di Perugia alla fine della Supercoppa avevano onestamente sottolineato quanto avesse pesato l’assenza di Michieletto alla final four e quando fosse grande il danno non solo per Trento ma per tutto il movimento. E ora che Da Re ha di fatto ufficializzato lo stop prolungato di Alessandro pensate che qualcuno si sia ribellato per dire basta a questo scempio? Pensate che il Presidente europeo della Cev Sikiric o quello internazionale della Fivb Azevedo che recentemente ha modificato da quadriennale a biennale la periodicità dell’appuntamento Mondiale per incassare sempre più denaro dalle televisioni abbia pensato a qualcosa per tutelare la salute dei principali protagonisti dello show delle schacciate?

No. A dire il vero la Fivb sta pensando di spostare l’attività internazionale (lo abbiamo anticipato più di un mese fa ndr) a cavallo del periodo invernale tra Natale e inizio anno. Ma se ne parlerà dopo i Giochi di Los Angeles e bisognerà comunque vedere formula e calendarizzazione della VNL. Un discorso a parte meriterebbe il sindacato dei giocatori di pallavolo che esiste ma è come se non ci fosse. Al netto della difficoltà di incidere anche a causa dell’atteggiamento degli stessi giocatori (e giocatrici) che fanno davvero ben poco per protestare ed essere almeno ascoltati. Nel frattempo a noi non resta che augurarsi che braccia, gambe e schiena di questi incredibili atleti tengano al meglio. A Trento, invece, già a lungo privata delle prestazioni dello sfortunato Lavia, consigliamo una benedizione collettiva. Potrebbe essere utile.


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