Coppa Italia: scattano i 15 secondi per il servizio

Importante novità al regolamento: un cronometro scandirà il tempo massimo per procedere alla battuta
Coppa Italia: scattano i 15 secondi per il servizio
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Tagscoppa italiaUnipol Arena

CASALECCHIO DI RENO (BOLOGNA)- Come annunciato nella conferenza stampa di presentazione dell’evento, la Final Four di SuperLega segnerà un nuovo capitolo nella storia della Lega Pallavolo Serie A e delle sue proposte di innovazione alle tecniche di gioco. I giocatori avranno 15 secondi per effettuare il servizio dopo la fine della azione precedente. All’Unipol Arena la Lega porterà 4 LED agli angoli del campo, visibili da parte di tutti i giocatori.
Il 1° arbitro autorizza il servizio dopo aver verificato che le due squadre siano pronte a giocare e che il giocatore che deve servire sia in possesso della palla. A condizione che non vi siano interruzioni di gioco regolamentari (sostituzioni e tempi di riposo) o situazioni eccezionali (infortunio, richiesta di chiarimenti all’arbitro, provvedimenti disciplinari, richiesta Video Check, asciugatura del campo solo se estesa o in zona di servizio, ecc.), il giocatore al servizio deve colpire la palla entro 15 secondi dalla fine dell’azione precedente, in modo indipendente da quanti secondi sono trascorsi dalla autorizzazione al servizio.
Nel caso invece al termine dell’azione di gioco si sia verificata una situazione, quali ad esempio a titolo esemplificativo ma non esaustivo quelle precedentemente elencate, che prolunga l’interruzione tra le due azioni, il servizio deve essere effettuato entro gli 8 secondi successivi alla autorizzazione da parte del 1° arbitro. Solo in tale secondo caso la regola 12.4.4 (“Il giocatore al servizio deve colpire la palla entro gli 8” seguenti il fischio di autorizzazione del 1° arbitro”) mantiene la propria validità.
Il tempo trascorso dal termine dell’azione precedente viene visualizzato da un monitor visibile da entrambe le squadre.
La gestione del timer per il tempo massimo di esecuzione del servizio (ed in particolare la sua interruzione nei casi precedentemente identificati) è affidata al 3° arbitro (addetto anche alla valutazione delle immagini del VC). Nel caso in cui il servizio venga effettuato oltre il tempo limite di 15 secondi (ovviamente in assenza di situazioni che prolunghino l’interruzione tra due azioni consecutive) per la prima volta nel set, la squadra subirà un richiamo a fine azione (non cumulabile con nessuna altra tipologia di richiamo); per la seconda e successive volte, sempre nel corso di ogni singolo set, la squadra sarà sanzionata con la perdita del servizio. L’idea nasce da uno studio effettuato dall’Ufficio Campionati della Lega sui cosiddetti “tempi morti” della pallavolo. L’analisi, partita da un raffronto video tra la durata delle azioni negli anni ’90 e attuali, e sviluppata cronometrando tutte le gare di Regular Season nelle ultime tre stagioni di SuperLega (526 partite), ha portato a identificare proprio nel tempo che intercorre fra i due fischi arbitrali i maggiori momenti a palla ferma, corrispondente al 41% del tempo di gara. Con i match su 4 set che superano abitualmente le due ore effettive, con forti conseguenze per i palinsesti televisivi, la pallavolo necessita gare più compresse in cui i 33 minuti effettivi di palla in gioco siano meglio distribuiti per il gradimento dei fan.
La FIVB ha sperimentato un sistema simile nel recente Mondiale per Club (a dicembre,  partecipavano Trento e Civitanova), dopo che la Lega Pallavolo Serie A già nella Final Four di due anni fa, sempre all’Unipol Arena, aveva proposto dei led che marcavano, da “0” a salire, il tempo che avrebbe richiesto il servizio. All’epoca, uno stimolo visivo ai giocatori per accelerare il tempo passato dalla assegnazione del punto al fischio successivo. Oggi, un vero e proprio tempo di gioco regolamentato.

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