Chirichella: “Quest’Italia è un esempio per tutti”

Oggi il via in Olanda: le azzurre esordiranno domani con il Camerun guidate da una “veterana” di 28 anni
Chirichella: “Quest’Italia è un esempio per tutti”© EPA
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Carlo Lisi
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Nel mondo della pallavolo italiana si respira ancora il profumo del trionfo nel Mondiale maschile, ma da oggi il movimento femminile si prende la scena con il suo Mondiale. S’inizia ad Arnhem in Olanda, città famosa perché teatro di una sanguinosa battaglia della Seconda guerra mondiale alla quale fu dedicata più di una pellicola cinematografica, all’interno dello stadio GelreDome (dove ha giocato lo scorso anno anche la Roma Calcio). Un impianto dotato di un tetto retrattile dove sono stati ricavati tre campi da gioco, sfruttando parte delle tribune di calcio. Grazie ai tre campi, tutte le 24 squadre della rassegna iridata disputeranno nella terra dei tulipani le partite delle prime due giornate.
Poi il Mondiale si dividerà in due e proseguirà (Olanda e Polonia i Paesi ospitanti) come se si disputassero due tornei separati, che indicheranno le finaliste per l’oro e per il bronzo, medaglie assegnate ad Apeldoorn sabato 15 ottobre.
Le gare d’apertura di oggi vedranno in campo la Polonia contro la Croazia e l’Olanda contro il Kenya. Piccolo antipasto di ben 24 giorni di volley stellare.

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L’avventura delle azzurre

L’avventura delle azzurre comincerà domani (alle ore 15) con la prima sfida della storia dell’Italia femminile contro il Camerun e proseguirà lunedì 6 alle 18 contro Porto Rico, il 27 contro allo stesso orario con il Belgio, il 29 sempre alle 18 contro il Kenya. La Nazionale concluderà la prima fase il 2 ottobre alle 16 affrontando le padrone di casa dell’Olanda. Se l’Italia maschile, divenuta campione del mondo si presentava con 12 novità, quella femminile avrà soltanto quattro esordienti (Alessia Gennari, Alessia Orro, Sara Bonifacio, Eleonora Fersino), mentre saranno 11 le campionesse d’Europa 2021 nel roster, guidate da Paola Egonu che in quel trionfo fu premiata anche come Mvp.

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Terzo mondiale per la Chirichella

Tra le “veterane” ce ne è una che fa un certo effetto chiamare così, giacchè la 28nne Cristina Chirichella domani inizierà il suo terzo Mondiale. Lei e Moky De Gennaro hanno fatto parte delle spedizioni azzurre del 2014 e del 2018, al termine delle quali l’Italia si classificò rispettivamente quarta e seconda. La centrale napoletana è uno dei personaggi di una squadra che si presenta al cospetto del mondo per centrare l’obiettivo più grande. Chirichella ha cominciato a vestire l’azzurro 9 anni fa dopo aver fatto un lungo percorso con le nazionali giovanili ed essere stata “svezzata” nel Club Italia. Nel Mondiale italiano 2014 fu una delle grandi protagoniste a sorpresa. «Sono passati diversi anni: ero una delle più piccole, adesso mi ritrovo ad essere una delle più “grandi”. Esperienza ne ho fatta, ma l’entusiasmo rimane sempre quello della prima volta». Dopo la cavalcata fermatasi ai piedi del podio contro il Brasile, è arrivata l’avventura giapponese nel 2018, conclusa con l’argento al collo. Grande il rimpianto per una finale perduta di misura. «Il mio secondo Mondiale è difficile da dimenticare: non solo perché mancava un piccolissimo passo per la vetta, ma anche perché da lì abbiamo dato vita ad un movimento che ha portato tanta gente a seguire la pallavolo femminile. Siamo state un esempio da imitare per tutta l’Italia sportiva, sia per il nostro modo di essere, sia per il nostro modo di giocare»
Ed ora il terzo Mondiale: «Da questo mi aspetto un’avventura in crescendo che ci ricorderemo per molto tempo».
Non sarà un percorso facile: perché, se nella prima fase l’Italia avrà nella sua pool avversarie abbordabili, nel proseguimento troverà grandi squadre come il Giappone. Ma soprattutto la Cina e il Brasile, finalista nella Nations League vinta da Sylla e compagne ad Ankara in luglio. «Le formazioni avversarie più temibili le conosciamo tutti, sicuramente giocare un Mondiale da quel qualcosa in più ad ogni squadra. Quindi non bisogna mai sottovalutare nessuno e rimanere sempre convinte e concentrate: può bastare una distrazione per tornare a casa a mani vuote». Questa grande kermesse internazionale può servire a Cristina per consacrarsi ulteriormente ai massimi livelli. «Personalmente mi aspetto tanto da questo Mondiale: può servire a dimostrare a me stessa che in una carriera sportiva ci possono essere degli alti e dei bassi, ma l’importante è non smettere mai di crescere e di provare a dare il massimo in ogni cosa si fa…».

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