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Pallavolo - Il ct Bonitta: «E' un'Italia di giovani talenti»

Pallavolo - Il ct Bonitta: «E' un'Italia di giovani talenti»

«Mi piace l'idea di lasciare qualcosa per il futuro. Questa squadra sarà vincente. La Egonu schiacciatrice? Lavora per diventare una grande giocatrice. Orro e Malinov sono diverse ma possono crescere insieme e diventare punti fermi della Nazionale»

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venerdì 17 giugno 2016 18:18

Venti mesi dopo l’avventura mondiale di Italy 2014, la Nazionale femminile torna a Bari per il Grand Prix e riallaccia il filo di una passione che fu intensa, indimenticabile. Oggi la Thailandia (ore 20.30, diretta Tv su RaiSport2), poi Olanda e Russia.

Anche il ct Marco Bonitta, non può fare a meno di riaprire quell’album emozionante.

«Capitiamo più o meno nella stessa condizione, a metà Grand Prix come allora a metà del mondiale. Ottenemmo tre vittorie importanti, con un pubblico straordinario. Siamo molto contenti di essere tornati qui, i ricordi affiorano...»

Di solito le squadre ringiovaniscono con prudenza, lei ha lanciato a piene mani le giovanissime del Club Italia.

«Le vedo ogni giorno queste ragazze, la loro esuberanza. Sapevo quanto potevano dare, stanno prendendo positivamente qualsiasi cosa passa loro di fronte. La prova con il Brasile ha detto molto: il modo in cui hanno giocato nel primo e nel quarto set è importante. La squadra non si è disunita, ha continuato a combattere esprimendo poi la sua consapevolezza nelle successive due partite che abbiamo vinto»  

Lei non ha avuto timori ad osare, con il suo coraggio non incosciente.

«Si può osare sempre. La realtà è che queste ragazze sono tutte atlete di talento, chi più chi meno. Il talento esplode, non viene fuori piano piano. Sono ragazze che hanno queste caratteristiche, con la fiducia e le opportunità vengono fuori. Sapevo che la loro esplosione non sarebbe stata graduale»  

Le sarà riconoscente il suo successore sulla panchina azzurra.

«Mi piace idea di lasciare qualcosa per il futuro, non sono geloso che qualcuno possa portare questa squadra a vincere, perchè questa squadra vincerà. Sono soddisfatto del lavoro e della strada che ho fatto»

Le giovani si sono integrate con le veterane?

«Basterebbero le frasi che ho sentito iin qualche time out. La giovane che dice: Ho sbagliato, e ora che succede? E l’altra che risponde: Tu fai punto, tira forte che al resto pensiamo noi. Tu hai forza esuberanza, felicità: mettila in campo. Direi che c’è una bella integrazione. Mi convinsi a fare questo azzardo stando con loro, settimana dopo settimana nel Club Italia. Dieci partite in A1 valgono molto più di 20 partite in A2, stando con loro si capiva che stavano crescendo»

Che significato ha questo Grand Prix?

«Proseguiamo il nostro percorso. Anche a Bari proveremo qualcosa in più. Tecnicamente si può fare poco perchè siamo sempre in viaggio, ma nel gioco possiamo affinare i meccanismi, in modo veloce, senza preoccuparci del risultato. Dopo invece, torneremo in palestra e ci soffermeremo sui particolari, fermandoci, analizzando, ricominciando, lavorando sulle situazioni da vedere e limare. Il livello dell’allenamento è alto perché abbiamo un gruppo abbastanza omogeneo, come peraltro abbiamo sempre avuto in Nazionale»

Orro e Malinov, due giovanissime in un ruolo delicato come quello della palleggiatrice.

«Il ruolo del palleggiatore è stato un po tormentato, alcune di grandissimo valore hanno preso decisioni loro, altre le ho prese io. Se ripenso a questi due anni ne sono successe di tutti i colori. Ma non sono dispiaciuto che la situazione sia questa: stimo tanto sia Alessia Orro che Lia Malinov. Hanno caratteristiche diverse ed è un bene. Possono crescere insieme e fare esperienze importanti diventando punti fermi della Nazionale»

Valentina Diouf è tornata dopo la delusione dell’esclusione dal preolimpico, Serena Ortolani schierata schiacciatrice, la Egonu in posto 4. Un’Italia che sa cambiare.

«Serena è giocatrice duttile, importante, ha vinto tanto negli ultimi anni, ha acquisto personalità e sicurezza. La Egonu sta facendo un percorso al Club Italia che la porterà a diventare un giocatore. Significa che sa fare tante cose, il posto 4 ti dà possibilità di giocare in un ruolo che fa diventare giocatore, hai più responsabilità, ricevi, schiacci. Ruolo suo definitivo lo stabiliranno durante l’ultimo anno al club italia, poi si parlerà con lei per capire quello che vuole». 

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