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Atletica - Schwazer a Rio per difendersi

Atletica - Schwazer a Rio per difendersi

Nonostante la condotta del Tas, che ha accettato in toto le richieste della Iaaf apparendo assai poco equidistante tra le parti, il marciatore azzurro non vuole rinunciare a battersi per il suo sogno olimpico. Ma deve chiedere lo slittamento dell'udienza di qualche giorno

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 di Leandro De Sanctis

giovedì 28 luglio 2016 15:40

Alex Schwazer ha deciso di andare a difendersi a Rio de Janeiro. Vuole credere fino in fondo al sogno olimpico nonostante i molti segnali scoraggianti che hanno caratterizzato anche nelle ultime settimane il suo anomalo caso di doping. Come è noto il Tas (Tribunale Arbitrale dello Sport) ha deciso di accogliere solo le istanze della Iaaf, disponendo che l’audizione di Schwazer avvenga non a Losanna ma a Rio de Janeiro e solo il 4 agosto. Tutto ciò dopo che inizialmente era stato annunciata una procedura di massima urgenza per esaminare l’imponente documentazione relativa a questo caso di doping, avviato con il prelievo dell’1 gennaio, la mattina di Capodanno. Alla Iaaf è bastato dire che i suoi legali sono oberati di impegni su altri casi per evitare il confronto a Losanna e ritardarlo fino all’Olimpiade.
Così Schwazer ha deciso candidamente di inseguire ancora il suo sogno olimpico, con la tenacia di chi, innocente, si sente vittima e non colpevole. Ed è disposto a spendere ancora soldi, tempo ed energie, coltivando una speranza che a giudicare da come Iaaf e Tas si sono comportati in tutta la vicenda, sa tanto di amara illusione. Alla fine si è deciso che a Rio de Janeiro andranno in tre: Schwazer, l’allenatore Sandro Donati e l’avvocato Gerhard Brandstaetter. In video verranno ascoltati i periti che la difesa di Alex ha chiamato a deporre;  Giuseppe Pieraccini (chimico), Benedetto Ronci (ematologo), Mauro Coletti (psicologo), il professor De Boer (consulente esterno).
Arriveranno a Rio de Janeiro il 3 agosto e solo allora potranno avere accesso al faldone che la Iaaf avrà fornito al Tas soltanto la sera prima, entro la mezzanotte del 2 agosto. A questo punto l’avvocato Brandstaetter avrebbe un giorno scarso per studiare tutta la presumibilmente ampia documentazione e predisporre la difesa, definire le argomentazioni in base ai codici, che sembrano finora aver catalizzato tutta l’attenzione del Tas, della Iaaf (e pure della Nado Italia), a scapito dell’essenza di quanto avvenuto e delle sue a dir poco sospette e discutibili modalità. Per questo il legale di Schwazer dovrà chiedere al Tas uno slittamento di qualche giorno dell’udienza, come minimo al 5 ma più concretamente e utilmente dopo il primo week end di agosto, all’8 o al 9, quando l’Olimpiade sarà già iniziata.
Può sembrare paradossale ma dopo tutto quello che è accaduto e tutti gli ostacoli che lo staff legale di Schwazer ha incontrato, avere un minimo di tempo per poter predisporre un’adeguata difesa è un obiettivo naturale e obbligato.
Inevitabile considerazione: un arbitro per definizione dovrebbe essere imparziale ed equidistante tra i due contendenti. A decidere sarà il Tas che finora ha accettato in toto ogni richiesta della Iaaf, a sua volta arroccata  nella posizione di chi non vuole mettere in discussione la sua infallibilità. A dispetto dell’evidenza.

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