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Pallamano, Niederwieser fiero delle sue giovani azzurre

Pallamano, Niederwieser fiero delle sue giovani azzurre
© FIGH

Il tecnico dell'Italia femminile qualificata per i play off che regaleranno i Mondiali: «Ho ragazze che non mollano mai, proveremo a fare il miracolo»

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 di Leandro De Sanctis

martedì 29 novembre 2016 17:00

E’ stato un week end speciale per la pallamano femminile italiana, fatta di sudore e sacrifici che raramente riescono ad emergere mediaticamente. Ma la giovane Italia allenata da Michael Niederwieser a Siracusa ha realizzato una sorta di impresa, battendo il Portogallo e qualificandosi per i play off che daranno un posto ai Mondiali del 2017 in Norvegia. Come hanno fatto altre federazioni, la pallamano varò cinque anni fa una specie di Club Italia, dandole un nome, Futura, che rimanda alla celebre canzone di Lucio Dalla. 
Ma ora il futuro sembra davvero poter arrivare per queste ragazze (tredici su sedici) provenienti da varie regioni, dall’Alto Adige alla Sicilia, che scelsero di dedicarsi a tempo pieno all’handball, lasciando casa, amiche e famiglie, per trasferirsi a Roma. Un percorso diverso, fatto di esperienze in campionati esteri (Slovenia, Ungheria) e con una serie di test-match che hanno fatto crescere tutto il gruppo e dato qualità ai talenti più in vista, come le quattro azzurre che hanno trovato ingaggi all’estero (Cappellaro e Fanton in Norvegia, Anika Niederwieser - figlia del tecnico - in Germania, Gheorghe in Romania).
Miki Niederweiser si gode il momento e coltiva la speranza di approdare ai Mondiali e magari di far conoscere meglio questo sport che molte atlete praticano addirittura a spese proprie o per piccoli rimborsi mensili: «È uno dei più belli ma in Italia non è tanto considerato. Il nostro è uno sport da consigliare: c’è corsa, salto, tiro, è in azione tutto il corpo, si gioca in velocità e si impara a stare in gruppo. E’ divertente da giocare e da vedere»
La sua giovane Italia ce la può fare a centrare l’obiettivo Mondiali?
«Proveremo a fare il miracolo. Di questa Nazionale mi piace la grinta che ha, sono ragazze che non mollano mai. Cinque anni fa lasciarono tutto per la pallamano: ora sono diventate una bella squadra. Atlete vere che non si fanno fermare nemmeno da dolori o acciacchi, vogliono giocare sempre. L’handball è cambiato molto, è diventato più veloce e atletico, più fisico. Le altre nazionali sono più forti perchè hanno dei Centri permanenti dove le atlete crescono»
In squadra c’è anche sua figlia Anika...
«In Nazionale non faccio il padre ma solo l’allenatore. E Anika è talmente brava...»

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