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Casella insegna autodifesa alle donne

Casella insegna autodifesa alle donne

Il campione del mondo WAKO PRO, atleta di punta del team Sap Fighting Style, sarà da insegnante mercoledì alla palestra dell'Università di Cassino e del Lazio Meridionale. In precedenza proiezione del film denuncia "La Vita Possibile".

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 Andrea Ramazzotti

lunedì 6 marzo 2017 19:35

MILANO - In occasione dell’8 marzo, festa della donna, nell'Aula Magna dell'Università Di Cassino e Del Lazio Meridionale verrà proiettato il film denuncia sulla violenza alle donne "La Vita Possibile”, a cui seguirà un convegno sul tema. Saranno presenti il campione del mondo WAKO PRO e atleta di punta del team Sap Fighting Style, Gabriele Casella, il responsabile difesa personale della FIKBMS Adolfo Bei, il regista Ivano De Matteo, il Presidente della FIKBMS Donato Milano, il consigliere nazionale Massimo Liberati e il presidente del comitato regionale Lazio Mario Carella. L’iniziativa ha il patrocinio del Comitato Unico di Garanzia Delle Pari Opportunità e della Polizia di Stato.

CASELLA INSEGNA - La giornata proseguirà nella palestra dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, dove dalle 14 si terranno gratuitamente dei corsi di autodifesa femminile. Le lezioni hanno l’obiettivo di  aiutare le donne a evitare molestie e/o aggressioni, insegnar loro a distinguere tra pericolo reale e pericolo potenziale, spiegare l’atteggiamento da tenere nel caso di una possibile aggressione e le metodologie necessarie per farvi fronte in maniera efficace. Le donne in questo modo acquisiscono una maggiore consapevolezza delle proprie capacità personali e hanno più autostima. Il tutto usando oggetti di uso comune quali chiavi, portafoglio, ombrello, bottiglietta d’acqua, la borsa e la penna. Spiegherà alle allieve come muoversi, tra gli altri, Gabriella Casella, felice di prender parte all’iniziativa: ”Mi sono sentito in dovere di mettermi a disposizione per la promozione di questa importante iniziativa - ha detto il campione - perché il tema della violenza sulle donne è questione centrale in una società in cui tutti i valori sono stati ridotti a merce ed in cui la violenza di genere è metafora del tasso di violenza della nostra società. Per questa complessità le tecniche di difesa che vengono insegnate non sono solo fisiche, ma anche psicologiche". Questo evento, dedicato dalla Federazione Italiana Kickboxing, Muay Thai, Savate e Shoot Boxe alle donne, rientra nella settimana (dal 2 al 12 marzo) nella quale le rappresentanti del “gentil sesso” potranno usufruire di lezioni gratuite di autodifesa personale nelle strutture sportive italiane affiliate (l’elenco completo è disponibile sul sito ufficiale ww.fikbms.net). Adolfo Bei, Responsabile Difesa Personale della FIKBMS, spiega il perché di questa iniziativa che si ripete due volte l’anno, il 25 novembre e appunto l’8 marzo: “Riteniamo giusto e doveroso come settore che si dedica alla difesa personale organizzare corsi gratuiti specifici per le donne. Abbiamo lezioni sempre piene, con partecipanti di diversa età, dalla ragazzina di 15 anni a signore fino ai 65 anni. Oggi si sente sempre più parlare di casi di violenza sulle donne e forse anche per questo c’è una certa sensibilità sul tema”. Casella ha vinto sabato scorso nel "The best of the Fight", organizzato dal Comitato regionale lombardo della Federazione Italiana di Kickboxing, il match nel K-1 rules 81 kg il francese Mehdi Kada. Difficile trovare un insegnante migliore...

FILM D'AUTORE - Il testimonial dell’iniziativa è il regista Ivano De Matteo: “Sono felice di essere stato contattato per partecipare a una causa così nobile. Mi è piaciuta molto l’idea di scegliere come location un’aula universitaria perché i giovani rappresentano il futuro e, per evitare che alcune spiacevoli situazioni si ripetano, è importante educare e sensibilizzare le persone. Ho iniziato un paio di anni fa un progetto simile nelle scuole medie ed elementari, quindi ho accettato senza esitazione di partecipare a questa iniziativa”. Il suo film, “La Vita Possibile”, ha conquistato i promotori dell’iniziativa perché - rivela Bei - “è una pellicola diversa rispetto alle altre: non mette in evidenza in maniera cruda la violenza commessa sulle donne, ma come sia possibile per loro mettersi alle spalle il male subito e andare avanti. La difesa delle donne passa innanzitutto dalla loro capacità di reagire a soprusi e violenze”.

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