Corriere dello Sport

Scopri l’edizione digitale su Tablet e Smartphone

Atletica

Vedi Tutte
Atletica

Salto in alto, Tamberi da record: 2.39 a Montecarlo ma poi si infortuna

Salto in alto, Tamberi da record: 2.39 a Montecarlo ma poi si infortuna

L'azzurro vince il meeting di Monaco e fissa il nuovo record italiano ma si fa male tentando i 2.41. L'atletica italiana trema: rischia le Olimpiadi?  

Sullo stesso argomento

 

venerdì 15 luglio 2016 21:53

MONTECARLO - Gianmarco Tamberi, gioia e dolore al meeting "Herculis" di Monaco. L'atleta azzurro è il protagonista dell'ennesimo exploit e fissa il nuovo record italiano nel salto in alto a 2.39 ma poi cade male provando i 2.41. "Gimbo" vince il meeting, battendo tutti i migliori interpreti della specialità, Barshim e Bondarenko compresi.

DALLA GIOIA ALLA PAURA - Migliora di un centimetro il record italiano assoluto da lui detenuto con il 2.38 indoor centrato ad Hustopece lo scorso 13 febbraio. Riscritta anche la misura del primato nazionale all'aperto, il 2.37 sempre firmato Tamberi e che resisteva dal 2 agosto 2015 ad Eberstadt.Il 24enne marchigiano, fresca medaglia d'oro europea, ha superato la misura al terzo tentativo dopo aver superato al primo assalto i 2.37 e con due prove le quote di 2.31 e 2.34. Al secondo tentativo ai 2.41, cade male, urla toccandosi la caviglia e viene portato via in barella: l'atletica italiana trema, a poche settimane dall'inizio delle Olimpiadi a Rio. 

L'ORO AGLI EUROPEI

GLI ESAMI - «I primi accertamenti effettuati dai medici dell'ospedale di Montecarlo sembrerebbero escludere lesioni di particolare rilievo nella zona interessata», ha fatto sapere - tramite la Fidal - Marco Tamberi, il padre-allenatore di Gianmarco Tamberi dopo lo spiacevole fine serata al meeting monegasco che ha visto l'azzurro prima stabilire il nuovo primato italiano nel salto in altto (2,39) e poi finire in ospedale per l'infortunio alla caviglia sinistra durante il secondo tentativo a 2,41. Domani stesso Tamberi sarà visitato a Pavia dal prof. Franco Combi e dalla dottoressa Antonella Ferrario dello staff sanitario federale.

Articoli correlati

Commenti