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75 anni fa nasceva Muhammad Ali: New York celebra il "Re del mondo"

75 anni fa nasceva Muhammad Ali: New York celebra il "Re del mondo"
© AP

Alla Historical Society acquerelli e foto di Nieman e Kalinsky

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martedì 17 gennaio 2017 10:27

ROMA - 75 anni fa, il 17 gennaio del 1942, nasceva Cassius Clay. A più di sei mesi dalla morte, New York celebra la grandezza di Muhammad Ali attraverso acquerelli e foto con due mostre che ricordano il pugile che ha fatto la storia della boxe. La New York Historical Society ospita 'Muhammad Ali, LeRoy Neiman, and the Art of Boxing' che raccoglie 21 tra acquerelli e sketch realizzati da Neiman, l'artista scomparso nel 2012 e noto per le sue stampe di atleti, musicisti ed eventi sportivi e 'I Am King of World: Photographs of Muhammad Ali di George Kalinsky',

fotografo ufficiale del Madison Square Garden, che mette insieme 45 scatti intimi realizzati nel corso della sua carriera e della sua vita personale. Le mostre saranno aperte fino al prossimo 12 marzo.

FOTO, ALI CON I GRANDI DEL MONDO

La particolarità delle due mostre sta nel fatto che sia Neiman che Kalinsly sono stati in grado di cogliere l'energia straordinaria di 'The Champ' (il campione) sia sul ring che fuori dal ring. Ali, inoltre, sviluppò un'amicizia personale con entrambi quindi sia nei negli acquerelli che nelle foto emerge un ritratto che è anche la raffigurazione del volto umano del pugile. Spesso è sorridente, con i lineamenti distesi, la tensione tipica del ring poco si intravede. E lo si vede persino angelico mentre dorme, oppure mentre si porta alla bocca un grappolo d'uva o ancora mentre finge di essere messo Ko da un bambino.

LE 10 FRASI CELEBRI DI ALI

Negli acquerelli di Nieman, il cui incontro con Ali avvenne nel 1962 quando ancora era conosciuto come Cassius Clay si pone enfasi anche sulla sua conversione all'islam nel 1964 dopo essere diventato campione di pesi massimi oltre che il suo rifiuto ad essere arruolato per combattere in Viet Nam nel 1967. Non poteva mancare il match del secolo contro Joe Frazier nel 1971 al Madison Square Garden, con la sconfitta di Ali. Ma dopo la

sconfitta di nuove vittorie come quella nel 1974 in Zaire contro George Foreman oppure nel 1975 quando si prese la rivincita su Frazier. «Ali si riteneva un intrattenitore, un venditore e un combattente - disse una volta Kalinsky - era un pugile ma anche il più grande pacificatore e fino alla fine ha ispirato milioni di persone a vivere in pace». Kalinsly ha visto Ali vincere e perdere come nessun altro.

FOTO: IL MONDO PIANGE ALI

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