Corriere dello Sport

Scopri l’edizione digitale su Tablet e Smartphone

Rugby

Vedi Tutte
Rugby

Rugby, altro che fair play: rissa tra tifosi di Tonga e Samoa, 29 arresti

Rugby, altro che fair play: rissa tra tifosi di Tonga e Samoa, 29 arresti

È successo ad Auckland dopo una gara dei Mondiali di 'League', mentre l'Italia batte gli Usa. Cacciati tre giocatori scozzesi dal ritiro per aver molestato i passeggeri sull'aereo

 

domenica 5 novembre 2017 19:57

ROMA - Da sempre mitizzato come sport icona del fair play per eccellenza, in questi giorni il Rugby balza invece agli onori della cronaca per le intemperanze dei suoi tifosi. Protagonisti quelli di Tonga e Samoa che hanno dato vita a violenze stile hooligans. Palcoscenico i Mondiali di 'League', ovvero il rugby a Tredici, dove violenti scontri fra tifosi hanno preceduto l'inizio del match fra Tonga e Samoa ad Auckland, vinto dai tongani per 32-18. Ci sono stati incidenti e caos anche dopo l'incontro, per le celebrazioni dei supporter tongani per le vie della città , e le provocazioni nei confronti dei rivali. La polizia è intervenuta per riportare l'ordine, poi ha reso noto di aver arrestato 29 persone. Una delle quali, però, è il solitario 'invasore' entrato in campo durante la partita. Molti dei fermati erano in stato di ubriachezza, condizione che nella palla ovale in generale e in quella della 'League' in particolare non è una novità. gli esempi al riguardo sono numerosi, basti pensare a come furono lasciate alcune stanze di Palazzo Venezia a Roma dopo un 'terzo tempo' di Italia-Galles, in cui i giocatori ospiti si erano messi in grande evidenza come amanti di birra e vino.

SCOZIA NELLA BUFERA - Ed erano ubriachi anche i tre giocatori della Scozia, fra i quali il capitano Danny Brough, che sono stati cacciati dal ritiro della nazionale per aver molestato alcuni passeggeri del volo che stava portando la squadra da Christchurch a Cairns, sede del loro match. Intanto è scesa in campo anche l'Italia, che a Townsville ha battuto gli Usa per 46-0 in una partita del gruppo D e mantiene le speranze di superare la prima fase. Grandi protagonisti di questa sfida sono stati gli australiani di passaporto italiano Joe Mantellato (una meta e sette trasformazioni), Joe Tramontana e James Tedesco (due mete a testa), Mason Cerutto, Ryan Ghietti e Paul Vaughn. Nell'Italia gioca anche, con il numero 6, Terry Campese, dieci anni in campo nei 'Canberra Raiders' e nipote di David Campese, ovvero uno dei migliori giocatori di sempre, con la maglia dei 'Wallabies' e anche, in Italia, con le casacche di Petrarca Padova e Milan (ai tempi dell'era Berlusconi).

Articoli correlati

Commenti