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Paolo Pizzo: Sono un lottatore come Gattuso

Paolo Pizzo: Sono un lottatore come Gattuso
© AP

Il campione catanese felicissimo il giorno dopo aver vinto l'oro nel torneo di spada ai Mondiali di scherma

 

domenica 23 luglio 2017 16:17

 LIPSIA (GERMANIA) - Appena tre ore di sonno ed il risveglio con la paura che fosse solo un sogno. Invece è tutto vero e dopo aver dato un'occhiata ai giornali che raccontano la sua impresa in compagnia della moglie Lavinia ("dopo l'oro i suoi occhi mi hanno detto tanto"), Paolo Pizzo riesce a tirare fuori ancora emozioni, a raccontare cosa sente dentro da due volte campione del mondo il giorno dopo aver vinto l'oro nel torneo di spada ai Mondiali di scherma (in finale ha battuto l'estone Nikolai Novosjolov con il punteggio di 15-13). "Io come Edoardo Mangiarotti? E' un paragone importantissimo, lui è la storia della scherma. Ma io sono tranquillo, meglio restare con i piedi per terra e ragionare come chi è ancora affamato anche se ho ancora veleno addosso e voglio dimostrare che c'è ancora qualcosa da dare". Magari non a livello individuale dove "sono quasi realizzato, a me in realtà manca tantissimo una medaglia mondiale a squadre". Tra poche ore si vedrà se questo sogno si possa realizzare a Lipsia, intanto "ho sentito i miei: mamma piangeva, papa' e' quasi svenuto ma ho sentito un 'bravo' che detta lui e' tanto, le mie zie ex giocatrici di pallavolo erano felici. Avevo paura di risvegliarmi a Guidonia a casa mia. Dieci volte l'anno qualunque atleta sogna una gara del genere e poi magari si sveglia tutto sudato". Adesso che ha trovato il 'filone' giusto "prolungherei la stagione ancora di sei gare. "Progetti? Punto a Tokyo, certo imparo da chi e' piu' forte e piu' bravo di me"

Eppure, sembrava che dopo l'exploit ai Mondiali di Catania nel 2011 quando si laureo' campione mondiale per la prima volta la sua luce si fosse attenuata. Poi ieri un nuovo lampo. "Nella spada e' complesso avere continuità, c'è un livellamento di valori importante. Forse un po' come la mia vita altalenante, con l'intervento che ho subito, con il mio maestro che è venuto a mancare, con la difficoltà a trovare la donna giusta che mi stesse accanto e che adesso ho trovato. Ma l'importante è rialzarsi sempre quando si cade". Anche se qualcosa è cambiata in questi anni.

Non mi sento un talento alla Baggio, sono un Gattuso e sempre lo sarò

"Ho sviluppato una grande maturità nella mia gestione, prima dopo una sconfitta mettevo tutto in discussione mentre adesso ho capito che è importante avere un ambiente ottimale senza dar troppo peso ai risultati, ma guardando più a lungo termine. Adesso penso di aver trovato l'assetto giusto". Pur non essendo un talento, ma sentendosi un Gattuso con la canzone di Ligabue "Una vita da mediano" a fare da colonna sonora. "Non mi sento un talento alla Edberg, alla Baggio, sono il Gattuso e sempre lo sarò. Mi piace stare lì in mezzo e lottare. Non ho colpi da fenomeno, ma guardo tutto e imparo fin quando indosserò la maschera. Federer? A lui come ho detto ieri mi ispiro per la longevità". (in collaborazione con Italpress)

 

 

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